Castagnole Delle Lanze
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Città gemellate
Castagnole delle Lanze sorge in provincia di Asti, a pochi chilometri da Alba, su colline che mettono in comunicazione naturale l’Astigiano con le Langhe e il Roero. Il paese si presenta con due anime complementari: il nucleo storico, raccolto nella parte alta, e il borgo sviluppatosi nel Novecento, dove si concentrano molte delle attività economiche e produttive.
Il centro storico si scopre a piedi, tra pavimentazioni in pietra, edifici settecenteschi, scorci panoramici e opere che hanno trasformato vie e portici in un piccolo museo all’aperto. I colori scelti dagli artisti locali richiamano le stagioni, il paesaggio, la vite e il vino, rendendo immediatamente riconoscibile l’immagine del paese.
La Barbera d’Asti, il Moscato d’Asti e la Nocciola Piemonte IGP sono parte integrante dell’identità locale e raccontano un territorio nel quale agricoltura, ospitalità e cultura continuano a procedere insieme.
Un paese da percorrere lentamente, salendo dal borgo nuovo al centro storico e lasciandosi guidare dai colori, dal profilo della torre e dalle colline coltivate.
Castagnole delle Lanze fa parte dell’associazione I Borghi più belli d’Italia e ha ottenuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Il territorio comunale è inoltre compreso nella zona dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, riconosciuti patrimonio dall’UNESCO nel 2014.
La chiesa di San Bartolomeo, in primo piano, accompagna lo sguardo verso San Pietro in Vincoli, che domina dall’alto il nucleo storico di Castagnole
Dal Portico di Tristano e Isotta lo sguardo si apre sulla facciata della chiesa di San Pietro in Vincoli e sul suo campanile
(Foto di Giovanni Chiera)
La chiesa di Santa Maria, conosciuta anche come Madonna delle Grazie, sorge nella quiete dell’omonima località
(Foto di Giovanni Chiera)
La storia di Castagnole Delle Lanze
A partire da 950
Dalla strada romana ai Lancia, fino alla vocazione vitivinicola.
Le origini dell'insediamento sono antiche. In epoca romana il territorio era attraversato da una diramazione della via che collegava Acqui a Pollenzo, l'antica Pollentia. I ritrovamenti archeologici effettuati all'inizio del Novecento hanno confermato la frequentazione dell'area lungo questo asse di collegamento.
Anche il nome del paese conserva una traccia del passato. La prima parte del toponimo viene tradizionalmente ricondotta al latino castinea, con il significato di piccola castagna; la seconda richiama invece la famiglia dei Lancia, presente in queste terre tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo. Manfredo I, marchese di Busca e conte di Loreto, avrebbe dato origine alla dinastia dopo avere servito come lancifero alla corte di Federico Barbarossa.
Il Medioevo e il rapporto con Asti
Nel Medioevo il Codex Astensis colloca Castagnole tra i possedimenti dei conti di Loreto. Sulla sommità del paese doveva sorgere un castello, probabilmente distrutto nel 1255 durante le lotte tra il Comune di Asti e il contado di Loreto. In seguito Castagnole entrò stabilmente nell'orbita astigiana, condividendone alleanze, conflitti e cambiamenti politici.
Nel XIV secolo il territorio rientrò nei domini viscontei. Le carte comunali ricordano il giuramento di fedeltà della comunità a Valentina Visconti, che aveva ricevuto la Patria Astese in dote per il matrimonio con Luigi di Valois, duca d'Orléans. Tra la fine del Trecento e l'inizio del Seicento il paese fece parte del Capitaneato d'Astesana e rimase sottoposto direttamente al governatore di Asti. In questo periodo l'abitato venne protetto da una cinta muraria con torrioni cilindrici, della quale sopravvivono poche tracce.
Dai Savoia alla fine dei feudi
Nel 1573 il territorio passò a Emanuele Filiberto di Savoia. Castagnole venne quindi divisa tra il feudo degli Asinari e la signoria dei Catalano Alfieri, ai quali subentrarono alla fine del Settecento i conti Birago-Alfieri. Sul fronte opposto, i possedimenti degli Asinari passarono per via ereditaria ai marchesi Carron di Saint Thomas.
Le ultime forme di dominazione feudale si esaurirono nella prima metà dell'Ottocento. Dal 1850 il paese seguì le vicende di Casa Savoia e, successivamente, del Regno d'Italia.
L'Ottocento, il vino e la crescita del paese
La seconda metà dell'Ottocento lasciò segni ancora visibili nel centro storico. Nel 1864 la riqualificazione di alcuni edifici lungo l'attuale via Ener Bettica diede origine ai portici che sarebbero diventati uno degli elementi più caratteristici del paese. Nel 1880 il conte Paolo Ballada di Saint Robert fece costruire, sulla sommità del borgo, la torre circolare utilizzata come osservatorio e luogo di studio.
Nello stesso periodo si consolidò la vocazione vitivinicola di Castagnole. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento nacquero attività specializzate nella produzione di vino, vermouth e spumanti, contribuendo allo sviluppo economico del territorio. Il borgo nuovo crebbe soprattutto intorno a San Bartolomeo e alla stazione ferroviaria, mentre il secondo dopoguerra portò nuove attività e l'arrivo di famiglie provenienti da altre regioni italiane, in particolare dal Sud.
Cosa fare a Castagnole Delle Lanze
Un borgo da vivere tra arte, vino, musica e tradizione
Castagnole delle Lanze è una meta piacevole in ogni stagione. Si può passeggiare tra le vie e i portici colorati del Paese Alto, salire fino alla torre panoramica oppure proseguire tra le colline, visitando cantine e aziende agricole.
Il calendario degli appuntamenti unisce cultura contadina, enogastronomia, musica e spettacolo. Tra gli eventi più conosciuti figurano la Festa della Barbera di cortile in cortile, la storica Fiera della Nocciola, il Festival Contro, la rassegna teatrale Paesaggi e oltre, e le feste patronali di San Pietro e San Bartolomeo.
Il periodo più ricco di iniziative va dalla primavera alla fine dell’estate, quando cortili, piazze e spazi panoramici diventano il punto d’incontro tra produttori, abitanti e visitatori.
La pantalera
Tra le tradizioni sportive legate a Castagnole delle Lanze occupa un posto particolare la pantalera, antica variante della pallapugno ancora praticata nelle piazze di numerosi paesi del Basso Piemonte.
La battuta è affidata al campau, che mette la palla in gioco lanciandola contro una struttura inclinata in legno, chiamata appunto pantalera. Da quel momento muri, tetti, balconi, gradini e irregolarità del terreno entrano a far parte del campo, rendendo imprevedibili i rimbalzi.
A Castagnole le partite si disputavano tradizionalmente in piazza Balbo, nei pressi dell’antica ala del mercato, mentre il legame del paese con il balon continua oggi attraverso la pallapugno e l’attività dello Sferisterio.
Previsioni del tempo
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Comune
Ufficio Turistico
Eventi a Castagnole Delle Lanze e nelle vicinanze
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27 AgoFestival Contro: inaugurazione
Lo spettacolo gastornmico e musicale del Festival inizia con la burger & beer night e il party di La notte vola e Roberto Molinaro
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28 AgoFestival Contro: notte nomade
Lo spettacolo gastornmico e musicale del Festival fa salire sul palco il dj set di TUTTAFUFFA
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30 AgoFestival Contro: Asilo Republic
Al Festival arrivano le specialità gastronomiche di 5 diverse regioni e la cover band Vasco Rossi, ma non solo
Attrazioni a Castagnole Delle Lanze
Prodotti
Dalla vigna al noccioleto: le eccellenze simbolo del paese
Barbera d’Asti DOCG
La Barbera è il vino simbolo del paese. Freschezza, intensità del frutto e versatilità a tavola ne hanno favorito la diffusione, mentre le versioni Superiore acquistano struttura e complessità attraverso l’affinamento.
Alla Barbera è dedicata una delle principali feste del paese, durante la quale il centro storico e i cortili diventano luoghi d’incontro tra produttori, cucina locale e visitatori.
Moscato d’Asti DOCG
Sui versanti più adatti viene coltivato anche il Moscato Bianco, dal quale nasce il Moscato d’Asti DOCG. Aromatico, fragrante e naturalmente dolce, è tradizionalmente associato alla pasticceria, ma viene sempre più spesso proposto anche in abbinamenti salati.
Nocciola Piemonte IGP
Accanto alla vite, il nocciolo è una presenza costante nel paesaggio agricolo. La Nocciola Piemonte IGP, ottenuta dalla cultivar Tonda Gentile Trilobata, è apprezzata per il profumo, la facilità di pelatura e la qualità dopo la tostatura.
Profumata, croccante e facile da pelare dopo la tostatura, la Nocciola Piemonte IGP nasce dalla cultivar Tonda Gentile Trilobata. Accanto ai vigneti, i noccioleti sono parte integrante del paesaggio agricolo castagnolese.
Da queste uve nasce il vino simbolo del paese, riconoscibile per freschezza, intensità del frutto e versatilità.
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