Roero

Il Castello di Monteu Roero

a Monteu Roero

Orario di apertura

Aperto solo in occasione di mostre ed eventi

Chiusura

Vacanze

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en, it

Il Castello di Monteu Roero domina dall’alto uno dei punti più suggestivi delle Rocche, in una posizione che racconta subito la sua origine difensiva.

Un tempo conosciuto come Monte Acuto, sorge sulla cima di una collina scoscesa e conserva ancora oggi quell’aspetto severo e scenografico tipico delle antiche fortezze medievali.

Le sue origini risalgono al XII secolo, quando i Biandrate lo fecero edificare su concessione imperiale di Federico Barbarossa. La tradizione racconta che lo stesso imperatore fu ospite tra queste mura. Nel 1299 il castello passò poi ai Conti Roero, fino a raggiungere il suo periodo di massimo splendore tra Cinque e Seicento.

Oggi la proprietà appartiene alla storica famiglia Berta delle omonime distillerie, che lo ha acquistato nel 2012 e ne cura la valorizzazione museale.

La
Storia

Il Castello di Monteu Roero

Dalle origini medievali al recupero contemporaneo, la storia del Castello di Monteu Roero attraversa secoli di potere, trasformazioni e memoria, raccontando da vicino l’identità più profonda del borgo e del suo territorio

La storia del Castello di Monteu Roero affonda le sue radici nel Medioevo, quando il borgo era conosciuto con il nome di Monte Acuto: un riferimento alla posizione alta e scoscesa del paese, naturalmente predisposta alla difesa. Già nell’XI secolo il territorio era legato al vescovo di Asti; nel 1041 l’imperatore Enrico III concesse infatti Monte Acuto alla Chiesa astigiana, mentre nei secoli successivi il controllo passò alla potente famiglia dei Biandrate.

Fu proprio Guido Biandrate, secondo la tradizione, a edificare il castello. Nel 1152 l’imperatore Federico Barbarossa riconobbe ufficialmente il possesso della fortezza ai Biandrate, suoi alleati, e alcune cronache legano il nome dell’imperatore al castello, dove avrebbe soggiornato durante la sua permanenza in Piemonte. La posizione del maniero, dominante sul borgo e sulle Rocche, lo rendeva un presidio strategico: da qui si controllavano i passaggi, le colline e un paesaggio già allora segnato da confini, poteri e rivalità.

Alla fine del Duecento iniziò una nuova fase decisiva. Nel 1299, dopo la crisi del potere dei Biandrate, il castello passò ai Roero, famiglia astigiana destinata a dare il proprio nome all’intero territorio. Da quel momento Monte Acuto divenne Monteu Roero e il castello assunse un ruolo sempre più importante nella storia locale: non solo fortezza difensiva, ma anche dimora signorile e simbolo del potere della famiglia.

Tra Cinque e Seicento il castello conobbe il suo periodo di massimo splendore. In particolare, tra il 1570 e il 1575, venne ampliato e trasformato secondo il gusto dell’epoca: l’antica struttura medievale si arricchì di ambienti più residenziali, saloni decorati e spazi di rappresentanza. A questa fase appartengono alcuni degli elementi più preziosi ancora oggi visibili, tra cui gli affreschi dedicati a soggetti mitologici come Dedalo e Icaro, Fetonte e il Mito delle Ore.

Il tempo, però, ha lasciato segni profondi sull’edificio. Già nel Cinquecento una parte del castello subì un importante crollo, mentre il terremoto del 1887 danneggiò gravemente il complesso, portando all’abbattimento dell’alto mastio e di alcune strutture verso ponente, mai più ricostruite. Anche per questo il castello conserva oggi un fascino particolare: meno integro rispetto alla forma originaria, ma carico di memoria, stratificazioni e tracce del suo lungo passato.

Dopo la stagione dei Roero, il castello passò ai Gromis di Trana e, nei secoli successivi, attraversò diverse proprietà e funzioni, fino a diventare residenza privata. Nel 2012 è stato acquistato dalla famiglia Berta, titolare delle omonime distillerie, con l’obiettivo di recuperarlo e valorizzarlo. Oggi il Castello di Monteu Roero è tornato a essere un luogo vivo: aperto in occasione di visite, mostre, eventi e iniziative culturali, continua a raccontare la storia del borgo, delle Rocche e di una delle famiglie più importanti del Roero.

Gli Interni

Ambienti ricchi di fascino e testimonianze artistiche di grande interesse

Tra gli elementi più preziosi spiccano gli affreschi cinquecenteschi, dedicati a soggetti mitologici come il Mito di Dedalo e Icaro, il Mito di Fetonte e il Mito delle Ore: scene che riportano lo sguardo al gusto colto e raffinato delle dimore nobiliari del tempo.

Il percorso di visita permette inoltre di scoprire il piano nobile e alcuni spazi legati alla storia più recente del castello, tra cui quelli dedicati alla figura di Michela Pachner Pron, artista visionaria e antica proprietaria della dimora.

A completare l’esperienza ci sono il giardino interno, la corte chiusa, le mura e le fondamenta, che continuano a essere oggetto di studio e ricerche.

Durata della visita

Audioguide

Non disponibile

Visite guidate

Non disponibile

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