Priocca

Chiuso tra due fiumi, il Borbore e il Tanaro, il paese è disteso lungo le colline che dividono il Roero dalla parte pianeggiante lungo Tanaro.

L’alto campanile (40 metri) della parrocchiale di Santo Stefano, di forma neogotica e risalente ai primi del '900, contraddistingue Priocca da lontano. Da segnalare l'antica pieve di San Vittore e la cappella di San Silvestro, citata addirittura in un documento del 1242.

La festa patronale si svolge a fine agosto.

Storia

Priocca fu interessata da antichi insediamenti liguri. Nel medioevo il nome “Predoca” allude a quello odierno e individua il paese nelle infinite lotte degli Astigiani contro Alba e i feudi del Roero.

Intorno al Mille fu del Vescovo di Asti, quindi dei "De Govono". Diviso in seguito tra diversi consignori, poi duramente colpiti da Asti, vittoriosa su Alba e i suoi alleati nel 1275, passò in parte ai Roero. Dal 1462 Priocca entrò nei possedimenti dei Damiani di Castellinaldo.

Priocca com'era

Priocca (2480 ab.). Sorge sopra una piccola eminenza, sulla sinistra del Tanaro, a 5 chilometri da Govone, ed ha un'antica parrocchiale sotto il titolo di San Stefano ed una Congregazione di carità. I suoi prodotti sono i cereali, seme bachi, bozzoli e vino eccellente.

Cenni storici. — Chiamavasi anticamente Pedroca e nel 1100 ne erano padroni gli antichi signori di Govone. L'ebbe quindi in feudo nel 1472 la nobile stirpe dei Damiani d'Asti di Priocca, la quale diede personaggi insigni nelle armi, nella diplomazia e nell'amministrazione ; fra gli altri il cavaliere Priocca, ministro a Torino sotto il re Carlo Emanuele IV.

Coll. elett. Cuneo III (Alba) — Dioc. Alba — 132 ivi, T. a San Damiano d'Asti.

Gustavo Strafforello - La patria. Geografia d’italia. Provincia di Cuneo – Volume 1 – Torino 1891