Sacello campestre della Madonna di Fatima e della Sacra Famiglia

La caratteristica sede cultuale sorge in un sito (a metri 484 di altitudine s. l. m.) fra le attuali località Gabutto e Bricchi. È situata presso l’incrocio dell’odierno itinerario stradale SinioMontelupo Albese con quello proveniente dalla località Morenghi.

Quel percorso secondario coincide con un tratto dell’antica «strada da Alba fino al mare», attestata in documenti duecenteschi.

Essa, provenendo qui dal medievale luogo montelupese di Uriolo, dalla località Morenghi proseguiva verso la borgata Reale e poi scendeva su un guado del torrente Talloria per dirigersi, risalendo verso la località S. Eufemia, ad Albaretto della Torre ed oltre nelle valli Belbo e Bormida.

Toponimo

È pure significativa, in relazione ad antichi insediamenti in questa zona, la denominazione «Brà», ancora in uso nel Seicento per indicare un’estensione siniese verso il confine territoriale con Montelupo Albese (dov’è ancor ubicata la borgata Brantegna).

Si tratta di un toponimo d’antica origine. Secondo alcuni studiosi, tale denominazione deriverebbe, come abbreviazione, dal termine longobardo brayda (podere); secondo altri, se tramandato con l’articolo –alla Bra o Labrà, pur avendo analoga derivazione, invece rivelerebbe la sua origine bassomedievale.

In ogni modo, tale toponimo indicava una masseria (quasi sempre dipendente da una chiesa o da un’istituzione religiosa), ossia un edificio colonico con le terre annesse.

Storia

Questo sacello campestre è stata ricostruito verso il 1945, sostituendo un “pilone” porticato di devozione mariana (Madonna di Fatima) preesistente nello stesso sito, ma con diverso orientamento.

Sotto il suo portichetto sostarono temporaneamente anche partigiani feriti durante la Resistenza (1943-1945).

Con la completa riedificazione, questa sede cultuale venne dedicata alla Sacra Famiglia, come indica l’epigrafe dipinta sul prospetto.

Lavori di ripristino sono stati realizzati nel 2015.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *