Ceresole d'Alba - campagna

Ceresole d’Alba

Il territorio del Comune di Ceresole è assai esteso ed in parte ricoperto di boschi rinomati per la ricchezza di funghi e selvaggina.

Sotto il profilo storico architettonico, sono da segnalare il castello, più volte rimaneggiato, e la chiesa dei disciplinati di S. Bernardino (inizio 700).

La parrocchiale di S. Giovanni fu ricostruita dopo la battaglia tra Francesi e Spagnoli.

Di grande interesse, sull’antica strada per Carmagnola, la Chiesa della Madonna delle Grazie, detta anche del Buontempo. Costruita nel 1490, conserva nell’abside quattro affreschi del 1533 attribuiti a seguaci del Macrino.

Significativo è il Santuario della Madonna della Rosa, che la leggenda vuole sorto nei pressi di un antico pilone eretto sul luogo dello scontro tra imperiali e francesi. Specialità gastronomica locale sono le “tinche”, pescate nelle cosiddette “tampe”.

Storia

Dono del marchese Olderico Manfredi al monastero dei Santi Apostoli di Asti (e quindi al Vescovo), nel corso del 1200 venne infeudato ai “De Montaldo” e ai “De Anterixio”.

I Roero lo acquistarono nel 1374 e lo mantennero fino al 1707.

Fu famosa la battaglia del 1544 che vide da una parte i Francesi di Francesco I e dall’altra parte gli Imperiali.

Ceresole d’Alba com’era

Ceresole Alba (1940 ab.). Giace a 5 chilometri da Sommariva del Bosco, bagnato dal rio Ricchiardo, e in parecchie frazioni, di cui quella detta Palermo era già munita di un castello fortificato, di cui scorgonsi le vestigia. La parrocchiale di San Giovanni Battista, di moderna architettura, è assai bella ed il suo campanile è formato da una torre, unico avanzo della fortezza che vi sorgeva anticamente e fu atterrata. Bel palazzo dei marchesi di Caselle e Giusianico, conti di Ceresole e Palermo. Congregazione di carità, Asilo infantile. Frumento rinomatissimo per semente, vino, selve di roveri; tinche e lucci nei laghetti.

Cenni storici. — Appartenne al contado, indi alla chiesa e per ultimo al comune d’Asti, il quale l’alienò alla nobile famiglia dei Rotario, dai quali Io acquistarono parte il Comune del luogo e parte i Quadri con titolo di marchesato. L’ebbero poi successivamente vari altri casati, ultimi gli Zoelli di Carmagnola. Ma Ceresole va rinoniato principalmente nell’istoria per la battaglia del suo nome, la più decisiva di quante a quei tempi siensi combattute in questa parte d’Italia, e fu il 11 aprile del 1544 fra le truppe francesi, capitanate dal giovine principe d’Enghien, e le imperiali o spagnuole, sotto il comando d’Alfonso d’Avalo marchese del Vasto, regnando in Piemonte il duca di Savoia Carlo III il Buono. Dopo alterne e sanguinose vicende gl’imperiali ebbero la peggio con circa 9000 morti, fra cui Carlo Gonzaga, e 2500 prigioni, fra cui Aliprando Madrucci che rilevò più ferite, mentre dei Francesi non caddero uccisi più di 2000, la più parte sul principio della battaglia, e pochi prigionieri. Frutto della vittoria furono 16 cannoni con tutte le munizioni, una grande quantità di vettovaglie, 300,000 lire, parte in denaro e parte in argento lavorato, e la resa di Moncalieri, a cui tenne dietro quella di Carignano e di tutto il Monferrato, trattone Trino, Alba e Casale. Nella regione detta di Mornbelletto, presso Ceresole, un pilone, chiamato volgarmente della Battaglia, ricorda questa giornata memorabile.

Uomini illustri. — Trasse i natali in Ceresole B. A. Bonissani , rinomatissimo giurisperito, patrocinante facondo e professore all’Università di Torino.

Coll. elett. Cuneo III (Alba) — Dioc. Alba — P2 ivi, T. a Sommariva del Bosco.

Gustavo Straforello – Torino 1891 – La patria. Geografia dell’Italia. Provincia di Cuneo – Volume 1

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Alloggio & Degustazioni a Ceresole d’Alba e nelle vicinanze

Le tampe di Ceresole d'Alba

Ceresole Alba, CN, Italia
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Unnamed Road, 12046 Montà CN, Italia
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