Santo Stefano Roero

Santo Stefano Roero

Il paese si distende abbarbicato ad una stretta lingua di terra, sulla sommità delle Rocche.

L’antica torre, eretta dai Biandrate nel 1217, oggi è stata dimezzata poiché la rocca su cui si ergeva, con gli anni, si è talmente assottigliata da rendere la struttura pericolante.

La parrocchiale di Santa Maria del Podio nella parte alta del paese è del 1642.

Da segnalare l’altare di S. Stefano de Anterisio, chiesetta del 1724 che si trova fra la Valle dei Lunghi e la Valle Aiello, in un antico luogo di culto pagano.

Oggi monumento nazionale, si presenta come classico esempio di pieve di campagna.

Dal paese, proseguendo in direzione di Carmagnola, i boschi, rimasti selvaggi, invitano a lunghe passeggiate.

A metà giugno si svolge la “Sagra del Roero DOC.”.

Storia

Un piccolo tesoro di centocinquanta monete d’argento del periodo successivo alle guerre civili dell’antica Roma attesta la presenza di insediamenti nella zona.

E’ però solo verso il Mille che le citazioni si fanno più frequenti, specialmente quando i Biandrate, signori del luogo, nel tentativo di estendere i loro domini verso Anteriso, provocarono la reazione del vescovo di Asti, che li sconfisse e ne confiscò i beni.

Santo Stefano Roero fu poi soggetto alla signoria di molte illustri famiglie, tra le quali i Roero.

Santo Stefano Roero com’era

Santo Stefano Roero (2568 ab.). Grosso borgo su colline, fra il Borbore e il Riddone, a 5 chilometri da Canale, con parrocchiale di S. Maria di Podio e Congregazione di carità. Molti tartufi, piselli, castagne; una qualità d’uva bianca speciale molto ricercata per fare vermouth e pel taglio dei vini rossi, conosciuta col nome di Arneis.  Arenaria calcarea conchiglifera contenente varie specie di conchiglie fossili. Da certe terre ricavansi copiose cristallizzazioni di solfato di magnesia e di nitrato di potassa. Vi si trova una specie di caolino, terra gialla e terra rossa argillosa che può servire per colori ordinari e altri usi.

Cenni storici. — La celebre marchesana Adelaide di Susa donava, nel 1065, codesto luogo a Guglielmo, vescovo d’Asti ; n’ebbero quindi la signoria feudale i conti Biandrate di Porcile, uno dei quali lo vendè per 40,000 fiorini ai Roero d’Asti. Vi ebbero anche giurisdizione i Carroni di Cerrione, i Chiesa Rotario, i Gromis di Trana, i Rotario di Piea, i Rotario o Roero di Chivasso e i Roero di Castagnagnito.

Gustavo Straforello

Torino 1891 – La patria. Geografia dell’Italia. Provincia di Cuneo – Volume 1

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