Sanfrè - Castello

Sanfrè

Il paese è dominato dal castello del 1200.

Dell’antica costruzione nulla rimane poiché fu incendiato nel 1500 dagli Spagnoli: la forma attuale è il rifacimento successivo voluto nello stile di imponente dimora signorile con bastioni e passaggio protetto verso la parrocchiale.

L’antica parrocchiale, la Trinità, conserva buona parte dell’abside romanica, mentre la nuova parrocchiale dedicata a Pietro e Paolo fu ricostruita a inizio ‘700 su commissione dei marchesi Isnardi, antichi signori di Sanfré.

Da segnalare poi le chiese dei Battuti Bianchi e dei Battuti Neri: la prima, esistente già nel 1500, durante le feste natalizie è sede di un presepe meccanizzato.

Nel territorio del comune è di notevole interesse il complesso “Motta degli Isnardi“, che conserva la struttura tipica della borgata rurale del ‘500-‘600.

Particolare è la torre su tre piani con annessa la casaforte.

Storia

Dell’antico borgo si ha memoria in alcuni atti del XI secolo in cui è citato il “Castrum Sifridi o Sigfridi”.

Si pensa che il nome derivi da S. Eufredo, monaco benedettino che avrebbe qui sofferto il martirio.

I De Brayda ne acquistarono il possesso nel ‘200, mantenendolo per quasi tutto il secolo, per poi passarlo agli Isnardi, che lo divisero con i Roero dalla fine del XIV secolo al 1572, il casato si estinse nel 1770.

Sanfrè com’era

Sanfrè (1995 ab.). Sta alle falde di un colle bagnato dal canale Girione, a 2 soli chilometri da Sommariva del Bosco, con parrocchiale costruita, or fa circa due secoli, dai feudatari del luogo. La torre del Comune, che trovasi a metri 276 sul livello del mare, servì di segnale trigonometrico nelle operazioni geodetiche per le misure di un arco di parallelo medio. Il castello, sebbene di struttura irregolare, ha tuttavia un bell’aspetto esterno sì per la situazione deliziosa come per l’amenità di due giardini annessi. Ospedale, Asilo infantile Rambaudi, lasciti Matrone e Craveri. Grani e uve, filande di seta.

Cenni storici. — Possedeva anticamente due castelli, di cui uno chiarnavasi il nuovo e l’altro il vecchio ; il primo di essi era posseduto, nel 1224, da un Bonifacio di Braida. Nel 1320 ne acquistarono parte di giurisdizione gli Asinari e i Rotario, e successivamente un Ambrogio Poggio, dottore in legge; ma in progresso di tempo il comune di Sanfrè passò intieramente agli Isnardi d’Asti, i quali già sin dal 1293 ne avevano parte di giurisdizione dai signori di Sornmariva del Bosco, di cui un Oddone già ne era possessore verso la metà del secolo XII.

Coll. elett. Cuneo III (Alba) — Dioc. Torino — P2 ivi, T. a Sommariva del Bosco.

Gustavo Straforello
Torino 1891 – La patria. Geografia dell’Italia. Provincia di Cuneo – Volume 1

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