Arte e cultura

Gustavo Strafforello - Mandamento di Santo Stefano Belbo

Giugno 13, 2012

I paesi del mandamento di Santo Stefano Belbo descritti a fine del 1.800.

Mandamento di SANTO STEFANO BELBO (comprende 6 Comuni, popol. 10,34-8 abitanti). Questo territorio occupa una parte della valle del Belbo, che lo bagna insieme al rivo Tinella. I prodotti principali sono i cereali e il vino, principalmente i vini bianchi passeretta e moscato.

Prima del 1707 il mandamento doveva provvedere il vino per la mensa dei duchi di Monferrato, ed era vietato metterlo in vendita prima che i loro agenti ne avessero fatto la scelta.

Santo Stefano Belbo (3695 ab.).

Santo Stefano Belbo - inizi del 1900

Santo Stefano Belbo – inizi del 1900

Giace alle falde di un’alpestre collina, a est di Alba. Fra le chiese sono notabili: la parrocchiale dedicata a S. Giacomo apostolo e a S. Cristoforo martire, di costruzione antica ; l’altra parrocchiale di Santa Margherita nella borgata di Valdivilla; la chiesa di San Maurizio dei Cistercensi, che torreggia sulla collina dominante, e un tempietto di architettura gotica in vici-nanza.

In mezzo all’abitato stendesi una piazza spaziosa, ed oltre il bel palazzo dei conti Incisa (ora del Comune) vi si veggono varie belle e comode case che manifestano l’agiatezza dei possidenti.

Congregazione di carità e Asilo infantile. Cave di arenaria, cereali, vini, molto commercio, favoreggiato da sei fiere annuali frequentatissime e da un mercato settimanale di bestiame.

Cenni storici. — In un diploma dell’imperatore Ottone III, in data 1001, viene data la terza parte di questo fendo al marchese Olderico Manfredo. Quindi fu compreso nel marchesato di Busca. Questi signori lo sottomisero, nel 1229, al comune d’Asti, infeudandolo poi ai Revello. Questi ultimi ne furono spogliati nel 1280 dagli Astigiani per aver fatto lega col loro nemico Carlo d’Angiò ; vi si infeudarono invece ai Bertrandi di Saluzzo.

Passò successivamente ai marchesi di Monferrato, poi come contado agli Incisa ; quindi fu marchesato dei Corti di Pavia e contea dei Beccaria Grattarola Incisa.

Uomini illustri.— Santo Stefano Belbo si onora di due chiari ecclesiastici : monsignor Incisa, arcivescovo di Sassari sullo scorcio del secolo passato, e l’abate D. Giovanni Battista Incisa, suo pronipote, limosiniere del re e governatore del Collegio delle Provincie.

Coll. elett. Cuneo III (Alba) — Dioc. Alba — P2 T. e Str. ferr. Alessandri .Cavallermaggiore.

 Camo (317 ab.).

Camo

Camo

Comunello sopra alto monte, a 5 chilometri da Santo Stefano Belbo, con parrocchiale di San Pietro in Vincoli e Congregazione di carità. Selve di castagne, roveri e pini; vini e frutta. Cave di pietra per pavimenti e balconi; arenaria bigio-scura.

Cenni storici. — Fu posseduto anticamente da Bonifacio marchese di Savona e successivamente dai marchesi Del Carretto, dal comune d’Asti e dai marchesi di Monferrato, finchè la pace di Cherasco lo diede ai duchi di Savoia. L’ ebbero in fendo i Beccarla, i Grattarola e gli Incisa conti di Grognardo.

Coll. elett. Cuneo III (Alba) — Dioc. Alba — P2 T. a Santo Stefano Belbo.

Castiglione Tinella (1668 ah.).

Sorge in altissima collina, sulla destra del Tinella, con recente ponte in pietra, affluente del Belbo. Oltre la parrocchiale sonvi due altre chiese e un santuario nei dintorni detto della Vergine di Tinella. Piccola piazza vicino al luogo dell’antico distrutto castello, già munito di alte torri. Congregazione di carità.

La ricchezza principale consiste nelle uve eccellenti, quali sono il moscatello e il nebiolo.

Cenni storici. — Appartenne al marchese di Susa, come rilevasi da un diploma del 1001 dell’imperatore Ottone III, quindi a Bonifacio marchese di Savona e del Vasto, e nel 1142 al conte Oddone Boverio. Appresso fu posseduto dai marchesi di Busca, a cui sottentrarono quelli d’incisa; associaronsi quindi ad essi i Giorgis d’Asti, originari di Pavia. Sotto il dominio dei Sabaudi fu contado dei Verasis Asinari di Costigliole.

Nelle guerre del medioevo fra i marchesi di Monferrato e gli Astigiani, fra i signori di Milano e gli Alessandrini, fu più volte arso e distrutto con altri paesi limitrofi.

Coll. elett. Cuneo III (Alba) — Dioc. Alba — P2 ivi, T. a Costigliole d’Asti.

 Cossano Belbo (2059 ab.).

Sorge in altura, alla destra del Belbo e a 6 chilometri da Santo Stefano Belbo, e la sua parrocchiale è dedicata a San Giovanni Battista.

Congregazione di carità. Pascoli, uve, castagne, legname e cacio.

Cenni storici. — L’imperatore Ottone III confermò nel 1001 il possesso di questo borgo ad Olderico Manfredo marchese di Susa, dai cui discendenti passò a Bonifacio di Savona e quindi a Guglielmo marchese di Busca e suoi discendenti. Sul finire del secolo XII si trova che un Alfonso di Cossano si univa ai Biandrate, marchesi di Ceva e d’Incisa e marciava coi più illustri Astigiani alla conquista di Terra Santa. In seguito Cossano fu sottomesso a parecchie nobili famiglie astesi, finchè fu ricuperato dai Busca; ma gli Astesi lo riconquistarono, e nel 1431 ebbe a patire nuovi danni per parte del condottiere Sforza di Cotignola, finchè tornò ai Busca.

Coll. elett. Cuneo III (Alba) — Dioc. Alba — P2 ivi, T. a Santo Stefano Belbo.

Mango (2256 ab.).

Siede in alto colle e in clima saluberrimo, a 13 chilometri da Santo Stefano Belbo. Parrocchiale di S. Giacomo Maggiore con campanile notabile per la sua altezza e bella architettura. Palazzo comunale e castello costruito sul principio del secolo XVIII dalla famiglia Busca, ed ora dei conti Mola di Larissè. Congregazione di carità e Ospizio Cane. Cereali, gelsi, uve, famoso vino dolcetto. Filatoi di bozzoli e fabbrica rinomata di liquori.

Cenni storici. — Ebbe a signori i marchesi discendenti da Manfredo III Lancia di Busca, conte di Nevigliè e di Cossano.

Coll. elett. Cuneo III (Alba) — Dioe. Alba — P2 ivi, T. in Alba.

Rocchetta Belbo (353 ab.).

Sta sopra una roccia, diviso in due borghi, uno a destra, l’altro a sinistra del Belbo, con parrocchiale, Congregazione di carità e Opera pia Rotando. Bozzoli, cereali, squisito vino dolcetto e selvaggiume. Molino da grano, maglio per fabbricazione d’attrezzi rurali.

Cenni storici. — Circa la metà del secolo XII erano signori di codesto luogo i marchesi di Busca, consignori di Govone, i quali diedero personaggi cospicui. Nel 1265 il feudo passò a Giovanni Bertoldo, nobile astese ; e nel 1280 Oberto Bertoldo vendè la giurisdizione di Rocchetta allo stesso Comune, il quale pervenne quindi ai duchi di Mantova e per ultimo alla Casa di Savoia.