Andar per Langa
LoveRoero e LoveMonferrato due territori, un nuovo modo di raccontarli
Ci sono storie che partono da un luogo preciso e poi si allargano nel tempo, seguendo un’evoluzione naturale.
La nostra inizia ad Alba, nel 1998, quando Langhe.net prende forma in un contesto dove l’interesse turistico non era certo quello di oggi e il turismo digitale, era ancora tutto da costruire.
Le Langhe sono state il primo racconto, uno sguardo strutturato su una zona che negli anni avrebbe conquistato un pubblico sempre più ampio, fino a diventare una destinazione tra le più ambite a livello internazionale.
Oggi la nostra base è ad Albaretto della Torre, in Alta Langa, dove i rilievi cambiano, si alzano, diventano più aspri e meno “addomesticate”.
In questo articolo però, vogliamo raccontarti come, negli anni, il nostro sguardo si sia aperto a nuove direzioni: quelle di due aree straordinarie, con un’identità forte e un carattere deciso, di cui ci siamo profondamente innamorati: il Roero e il Monferrato.
Il Roero rompe subito gli schemi. A pochi chilometri dalle Langhe le colline diventano più irregolari, i vigneti si alternano a boschi e frutteti, e la presenza della sabbia, elemento raro e distintivo, modifica completamente la percezione del territorio.

Le Rocche del Roero, con le loro pareti scoscese e i profondi solchi, raccontano una storia geologica antica e restituiscono l’idea di un paesaggio in continuo movimento.
Anche i paesi del Roero riflettono questa energia. Bra resta il punto di riferimento più dinamico, ma è salendo sui crinali che tutto si fa più ampio e suggestivo, tra piccoli borghi, belvedere naturali e scorci che cambiano a ogni curva.
Luoghi come Guarene, Magliano Alfieri o Montà si affacciano sulla valle del Tanaro con viste ampie e continue, mentre Santo Stefano Roero e Vezza d’Alba seguono la linea delle Rocche, tra vigneti interrotti e tratti più selvatici.

Canale è uno dei centri più vivi del Roero, con il suo impianto storico a portici lungo la via maestra, le cantine, le botteghe e un calendario di eventi, in primis la Fiera del Pesco, che lo rendono un po’ il centro nevralgico della zona.
Il Monferrato si distingue per la sua ampiezza e complessità: è vasto e le colline si susseguono con un andamento morbido e continuo, creando un paesaggio che cambia lentamente e che richiede tempo per essere compreso.
Qui non esiste un centro unico, ma una rete di luoghi che insieme costruiscono un’identità articolata e stratificata.
Asti rappresenta un riferimento storico e culturale, ma il Monferrato si esprime pienamente attraverso una pluralità di centri.
Tra questi ci sono Nizza Monferrato, fortemente legata alla Barbera, Canelli, con le sue cattedrali sotterranee patrimonio UNESCO, Casale Monferrato, elegante e ricca di storia e Acqui Terme, famosa per le sue sorgenti termali millenarie e per la “Bollente”, la fonte di acqua calda che sgorga a oltre 70°C nel centro storico.

Anche nei vini si ritrova questa complessità: la Barbera si declina in molte forme, dal profilo più immediato a quello più strutturato, mentre vitigni come grignolino e ruchè offrono interpretazioni meno scontate.
Il Monferrato si costruisce nel tempo, attraverso una somma di esperienze che, insieme, restituiscono un’identità profonda e coerente.
Le Langhe hanno il merito di aver attirato un turismo internazionale, costruito negli anni un immaginario forte e riconoscibile, accendendo i riflettori su un’area che oggi è un riferimento nel panorama enogastronomico mondiale.
Questo percorso ha aperto la strada anche a una maggiore attenzione verso alle zone limitrofe.
Proprio per questo, oggi è fondamentale cambiare prospettiva. Roero e Monferrato non possono essere letti come un’estensione delle Langhe, né come una loro variante.

Hanno caratteristiche proprie, sia nel paesaggio che nei sapori, e richiedono uno sguardo dedicato, capace di valorizzarne le differenze senza appiattirle.
Raccontarli significa uscire da logiche consolidate e costruire un nuovo linguaggio, più aderente alla realtà e meno legato al confronto.
Negli ultimi anni abbiamo iniziato a lavorare in modo sempre più concreto su questi territori con il nostro tour operator: abbiamo progettato esperienze, organizzato degustazioni, costruito percorsi e dato il via a progetti che mettono al centro l‘enogastronomia e il contatto diretto con il paesaggio e con le persone.
Questo lavoro ci ha portato a entrare in relazione con produttori, artigiani e realtà locali che contribuiscono ogni giorno a definire l’identità di queste zone, assolutamente da scroprire.
È proprio da questo confronto continuo che nasce una consapevolezza chiara: c’è ancora molto da raccontare. Non perché Roero e Monferrato siano luoghi poco conosciuti, ma perché spesso sono stati osservati solo in parte, senza una narrazione capace di restituirne tutta la complessità.

Da queste premesse nascono LoveRoero e LoveMonferrato, due marchi che segnano l’inizio di una nuova fase del nostro percorso. Non si tratta semplicemente di due nuovi brand, ma di sviluppo di contenuti, esperienze e collaborazioni dedicate.
Nei prossimi mesi prenderanno forma nuove iniziative, eventi e progetti editoriali che coinvolgeranno direttamente chi vive e lavora in queste aree con l’intenzione di costruire un racconto che non sia solo descrittivo, ma che riesca a restituire il valore reale di questi luoghi, mettendo in evidenza ciò che li rende unici.
Quello che stiamo iniziando non è un progetto a breve termine, ma un percorso destinato a evolversi nel tempo. L’obiettivo è accompagnare la crescita di un interesse sempre più concreto verso Roero e Monferrato, offrendo strumenti e contenuti che permettano di scoprirli in modo consapevole.
Se le Langhe hanno rappresentato l’inizio, oggi questi Roero e Monferrato sono una naturale prosecuzione di quel racconto.
Un passo che non sostituisce, ma arricchisce, aprendo nuove possibilità di esplorazione. E la certezza, più che una sensazione, è che ci sia ancora molto da vedere, da vivere e da raccontare.