Letture golose

Fabrizio Battaglino: l'anima del Roero in bottiglia

Febbraio 11, 2021
Kaya Pearson
Fabrizio Battaglino

Cosa rende speciale una cantina?

C’è da chiederselo, in un periodo storico in cui la qualità media dei produttori è davvero alta.

E noi che osserviamo e raccontiamo il loro lavoro lo sappiamo bene: termini come biodiversità, soluzioni green e innovative, lotta integrata sono ormai (fortunatamente) tutt’altro che distintivi.

Però le situazioni uniche esistono ancora, quelle che un po’ ti emozionano e ti fanno vedere il vino come un piccolo miracolo, più che un prodotto.

Ecco, oggi vi parlo di Fabrizio Battaglino, di Vezza d’Alba: un padre generoso che mette al mondo, culla ed educa nel migliore dei modi i suoi molti “figli”, anno dopo anno.

Degustazione - Battaglino

Durante la degustazione

Il grande lusso della personalità

Come dicevo, oggi a lavorare bene sono in molti; e questo, oltre a benedirci con un repertorio abbondante di etichette di livello crea una forte competizione nel turismo enologico.

È difficile scegliere, ogni zona ha le sue chicche e le sue perle nascoste… Ma quando si scava più a fondo c’è una cosa che non si compra e non si impara: la personalità.

Per personalità non intendo (o almeno non unicamente) quella dell’oste, che pur attraendoci e influenzandoci non cambia il sapore del vino.

Ogni collina ha il suo nome e viene vinificata in purezza, ogni etichetta racconta un terreno specifico.

Intendo la personalità del prodotto, l’abilità di raccontare nel calice quel che si valorizza nel vigneto; in ogni singolo vigneto.

Questo è sicuramente il primo punto a favore di Fabrizio: ogni collina ha il proprio nome e viene vinificata in purezza, così da mantenere i suoi tratti distintivi.

Fabrizio Battaglino non compra uva, non mischia nemmeno le sue, “non prende uva da destra e sinistra” come gli preme specificare, perchè ogni etichetta racconta un terreno specifico.

Battaglino - Paline Percorso

Il Roero, fratello ribelle delle Langhe

La personalità, quindi, dipende dal terreno, dall’esposizione, dall’età della vigna; ovviamente ci fa tanto la mano del produttore.

Quel che rimarca più volte Fabrizio durante la nostra chiacchierata però è che se lui ha così tanto a cuore i tratti delle sue vigne è proprio perchè è consapevole di trovarsi in un luogo, il Roero, che di carattere ne ha da vendere.

Al contrario delle Langhe, mi spiega, qui ogni versante è diverso da quello vicino e la differenza si percepisce chiaramente; motivo per cui durante la visita il produttore invita gli ospiti a scoprire e confrontare altre cantine vicine, proprio per rendersi conto di quanto sia ampio lo spettro anche nello stesso vitigno.

Le sue vigne, poi, poggiano su un terreno che è il prototipo ideale del Roero: ricco di sabbia, caratteristica che dona quell’eleganza e le note fruttate tipiche di questa zona.

I suoi due vini di punta, come potete immaginare, sono appunto il Roero DOCG “Colla” e il Roero Arneis DOCG “Bastia”. (“da provare!”, ndr)

Battaglino - Il Crutin

Battaglino – Il Crutin

“Io, con le mie vigne, ci parlo!”

Fabrizio Battaglino prende alla lettera la definizione di “cantina a misura d’uomo”: gli ettari sono 5, e non c’è l’intenzione di crescere perchè 5 sono gli ettari che può seguirsi da solo.

La vigna è entità viva: quando grandina viene presa a schiaffi… ma se ha cibo, acqua, sole e coccole ti dà in cambio frutti buoni.

Non ha personale, ogni scelta e ogni azione viene svolta da lui… gli unici “esterni” sono i ragazzi della cooperativa che lo aiutano a vendemmiare, ma anche in quel caso Fabrizio gli fa trovare l’uva pronta e diradata, così che non debbano fare altro che raccogliere.

Il suo rapporto con l’uva è, usando i suoi termini, viscerale: “Io con la mia vigna ci parlo, la accudisco”.

Perchè la vigna è entità viva (e qui dice una frase che mi colpisce): “quando grandina, ad esempio, è come se venisse presa a schiaffi; se invece ha da mangiare, da bere, se ne sta comoda al sole e viene coccolata, lei in cambio ti dà frutti buoni”.

Battaglino - Paline Percorso

Paline del percorso

E per finire, il nuovo “taboo” della barrique

Concludo con un altro elemento che distingue la cantina di Fabrizio Battaglino: per invecchiare usa solo barrique.

La barrique? Un cavallo vincente… ma da domare!

Sappiamo tutti che la botte piccola è nata come trend, e per qualche decennio ha goduto di una fama importante, specialmente nelle Langhe del Barolo; sappiamo anche che la sua fama è andata via via scemando, e che oggi viene quasi vista come un nemico pubblico.

Fabrizio, quest’opinione, la mette alla prova senza timore alcuno, e di seguito vi spiego il perchè.

Più il vino ha struttura, più il legno fa difficoltà a coprirne il carattere, e anzi ci collabora per arrotondare gli spigoli eccessivi.

La struttura dipende da molte cose, tra cui la densità dei grappoli e l’età della vigna; occupandosi personalmente di tutte le scelte tra i filari il produttore si sente certo di poter usare il legno a suo favore, utilizzando le barrique nuove per il Roero e quelle di secondo passaggio per i vini base, come il Nebbiolo.

Insomma, secondo Fabrizio la barrique è un cavallo vincente, ma da domareProvare per credere!