Pocapaglia

Il paesaggio che fa da cornice a Pocapaglia è uno dei più suggestivi del Roero: tutt'attorno al paese si trovano burroni, calanchi e dirupi che formano le "Rocche", il cui carattere selvaggio ha favorito la diffusione di leggende e miti.

Sopra il portale del castello che ancora oggi domina il paese sono scolpiti alcuni trofei guerreschi, attribuiti dalla tradizione al Sansovino.

Tra gli altri monumenti, da segnalare la chiesa barocca di Sant'Agostino e la chiesetta di San Giorgio, testimonianza di una dedicazione probabilmente dovuta ai Longobardi.

Storia

Sotto il profilo storico, Pocapaglia appartenne prima al vescovo di Asti e dal 1300 alla famiglia Falletti, che acquistò buona parte dell'abbazia di Breme e completò la sua signoria sul feudo verso la metà del 1300.  I Falletti si estinsero nel 1748.

Pocapaglia com'era

Pocapaglia (2221 ab.). Siede in colle, a 5 chilometri da Brà, con parrocchiale del 1620 dedicata ai Ss. Donato e Giorgio, un Ospedale civile e una Congregazione di carità. Castello edificato or fa due secoli, ma l’antica rocca che vi sorgeva ed era creduta inespugnabile è caduta da lungo tempo. Argilla bianca pressochè pura, della quale si fa commercio, e legname fossile in certi siti. Frumento, meliga, uve e civaie.

Cenni storici. – Nei tempi antichi era fendo della chiesa d’Asti e ne fu investita una famiglia che prese nome dal borgo. Appresso venne in potere dei conti di Cocconato, signori di Passerano, che lo venderono nel 1336 ai Falletto d’Alba, i quali ne alienarono porzione a Giorgio Riccio di Borgo San Donnino, i cui discendenti lo tennero con titolo comitale e chiamaronsi anch’essi Falletto. La suddetta vetusta rocca fu atterrata da Ludovico Bolero, capitano di ventura al servizio della Francia, ad istanza di un marchese di Saluzzo in guerra contro Andrea Falletto.

Coll. elett. Cuneo III (Alba) — Dioc. Alba — P1  T. a Brà.

Gustavo Straforello – Torino 1891 – La patria. Geografia dell’Italia. Provincia di Cuneo – Volume 1