Ciabot a Canale

I “ciabòt”

Ciabot a Canale

Ciabot a Canale

Il paesaggio delle Langhe e Roero è intensamente costellato di piccole costruzioni in muratura che nel dialetto locale vengono detti “ciabot”.

Dapprima semplici frasche o stocchi di granoturco affastellati a mo’ di capanno, i “ciabot” passarono da strutture instabili e temporanee in costruzioni in legno e muratura.

La lontananza dei fondi dalle abitazioni, la necessità di non interrompere il lavoro per spostamenti troppo frequenti o per ripararsi dalle intemperie, la salvaguardia dei raccolti dai furti, una sorta di comportamento dimostrativo della “agiatezza” economica raggiunta dai proprietari, furono elementi che concorsero a far sorgere quella miriade di piccole costruzioni, spesso pretenziose, che ancor oggi fanno bella mostra di sé su quasi tutte le colline del Roero.

Rimanendo invariate le sue funzioni mutarono le tecniche costruttive dei “ciabot” e le bizzarie progettuali dei proprietari si concretizzarono in quel variegato e multiforme mosaico di casupole molto radicate nei vigneti.

2 commenti
    • Angelo Cassinelli
      Angelo Cassinelli dice:

      Ciao Filippo, Massimi Martinelli ha pubblicato diversi libri, per darti una risposta esauriente dovresti indicarci il titolo del libro a cui ti riferisci.
      Grazie!

      Rispondi

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