canale

Canale

La cittadina si caratterizza urbanisticamente per l’alto campanile, sovrastato dall’imponente statua bronzea del Sacro Cuore.

All’inizio della via maestra si affaccia la chiesa di S. Bernardino.

Dalla piazza del municipio, dopo la chiesa di S. Giovanni, una salita porta al Convento, dove è conservato un bell’altare in noce stile Luigi XIV.

Canale lega il suo nome alla coltivazione delle pesche e ai vini.

Nel centro del paese ha sede l’Enoteca Regionale del Roero.

Storia

La conca dove oggi si adagia Canale era abitata già in età romana.

Nel XII secolo il territorio era diviso fra i conti di Biandrate e i signori di Anterisio e di Loreto.

Quando Asti, verso la metà del 1200, conquistò questo feudo, l’ostilità con i Biandrate si trasformò in guerra aperta: Anterisio fu distrutta e la popolazione della zona venne obbligata ad eleggere a propria abitazione un luogo più facilmente controllabile: la conca di Canale.

Dopo alterne vicende il paese passò ai Roero, che fecero erigere il castello, e ora l’edificio è di proprietà dei conti Malabaila, che iniziarono ad estendere la loro signoria sul territorio nel 1500.

Giace presso la sponda sinistra del Borbore, a nord-ovest da Alba, da cui dista 14 chilometri. Ha annessi due sobborghi, uno superiore e l’altro inferiore, e non manca di comode vie con fabbricati discreti e parecchie belle piazze, la principale delle quali è quella delta di S. Giovanni, ove si fa il mercato. La parrocchiale, antichissima e di bella architettura, è dedicata a S. Vittore. Ospizio ed Ospedale, Congregazione di carità, Asilo d’infanzia, lasciti Canestro, Bernardi ed Olivero. Antico castello, le cui porte furono demolite nel 1818. Era. munito in addietro di un altro fortilizio, detto Castel di San Pietro della Valle, che sorgeva nelle vicinanze, ma, dopo di essere stato posseduto dai Pelletta, fu distrutto durante le fazioni dei guelfi e dei ghibellini. E’ luogo molto fertile e principale prodotto del paese sono gli ottimi vini che vi si fabbricano. Filatoi di seta con molto commercio, fabbriche d’acque gassose e di laterizi.

Cenni storici. — E’ menzionato come Canales in un diploma dell’imperatore Ludovico in data dell’862. Nel 1065 la marchesana Adelaide di Susa lo donava con altre terre al vescovo Guglielmo. Più tardi venne donato dall’imperatore Federico, assieme alla valle, ad Ottone Palatino, legato imperiale presso il papa. Questi lo cedette in seguito ai conti di Biandrate, che lo tennero fino all’anno 1290, in cui passò al comune d’Asti. Questo lo cedette in parte ai Rotari, i cui discendenti lo vendevano nel 1512 ai Malabaila di Castellinaldo, che lo possedettero col titolo di contado. Dopo la distruzione del suddetto fortilizio di San Pietro della Valle venne ripartito fra i comuni di Canale San Damiano Macra e Ferrere.

Uomini illustri. — Nacque in Canale un famigerato capitano di ventura, detto Lucce, che visse nel secolo XV e combattè in varie parti d’Italia, e vi ebbero la culla parecchi scienziati e letterati, fra gli altri: Antonio Borrini, che fiorì nella seconda metà del secolo XVI e fu professore di gius civile nella R. Università di Torino ed autore di un trattato De servitiis vassalloram; il conte Gerolamo Morelli, rinomato giureconsulto e senatore; Filiberto Melica, avvocato fiscale generale a Torino, e Francesco Albi, chimico di grido.

Coll. elett. Cuneo III (Alba) — Dioc. Alba — P2 T. e Tramvia postale per Asti.

Gustavo Strafforello
La patria. Geografia d’italia. Provincia di Cuneo – Volume 1 – Torino 1891
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