Letture golose

Bollicine a Natale: quali scegliere e come consumarle

Dicembre 24, 2021

Bollicine mon amour” si potrebbe dire, infatti gli spumanti sono in crescita in Italia e nel mondo.

Varie le motivazioni: dalle numerose occasioni per consumare uno spumante, alle poliedriche fasce di consumatori che li apprezzano. Inoltre soddisfano un’elementare esigenza: un impatto sensoriale immediato e coinvolgente.

Parte del merito va all’industria spumantistica: ormai mette a disposizione varie tipologie di spumanti, sia secchi, che dolci, o demisec, sia metodo Martinotti-Charmat, sia Metodo Classico.

In tema abbinamenti non ci sono veramente problemi: “In tavola sempre e comunque”, pare uno slogan, invece da anni è tendenza consolidata.

Oltretutto in tema abbinamenti non ci sono veramente problemi: “In tavola sempre e comunque”, pare uno slogan, invece da anni è tendenza consolidata. Anzi per il mondo giovanile “Pas de probleme”.

Di fatto, nei frequentatissimi “happy hours” o “aperitivi a buffet” si cerca di tutto: amicizia, socialità, musica; magari si è preoccupati del modo di vestire, ma il tema “cosa pizzico sul banco?”, è del tutto inesistente. E allora via con gli spumanti tutto pasto e con tutti i piatti: risotto allo Champagne, oppure tartine con erborinati e Asti.

Gli spumanti rosèe aromatici adatti a numerosi dolci a base di cioccolato e simili.

Oggi si cercano nuovi e innovativi abbinamenti fantasia, magari con qualche piacevole forzatura. Ben vengano, soprattutto tra un pubblico giovanile. In tal modo si tende a superare, pur con difficoltà aggiungo, il grave problema della cosiddetta destagionalizzazione.

Acquisto intelligente

Come orientare la scelta per acquistare uno spumante? Molti i motivi per dare priorità all’Asti DOCG. Lo spumante “unico e irripetibile” dagli aromi piacevolmente fiorali e fruttati e dal gusto dolce e equilibrato. Adattissimo comunque al panettone e ai dolci delle feste.

Per il brindisi di capodanno vanno anche bene gli spumanti secchi; c’è solo l’imbarazzo della scelta: Classico, Talento, Champagne, Cavas.

Meglio ancora optare per un Alta Langa, l‘erede della grande tradizione spumantisca piemontese; è prodotto con uve pinot nero e chardonnay al 90%.

Ma altre produzioni “minori”, stanno incontrando successo tra i gourmet. Eccone qualcuna.

Casorzo spumante DOC

Ottenuto dal vitigno malvasia, la cui presenza in Monferrato, si fa risalire al sec XIII. Prodotto nei comuni di Casorzo e dintorni, al naso presenta aromi intensi di marasca, albicocca e ribes nero.

Brachetto d’Acqui DOCG

Leggenda racconta che con un vino simile Giulio Cesare conquistò Cleopatra, Regina d’Egitto. Si presenta con un color rubino chiaro, mentre la rosa bulgara è la nota olfattiva distintiva.

Altre menzioni

A Treiso, quattro enologi, compagni di scuola, in società producono “Epacrife”, uno spumante classico a base uva nebbiolo. Il prodotto non è dosato.

A Santo Stefano Belbo un enologo, Alberto Cane, propone l’Alta Langa Marcalberto – siamo sempre nel settore degli spumanti fermentati in bottiglia – mentre nell’acquese il marchio “Couvage” è simbolo di alta qualità e raffinata eleganza, anche nelle bellissime confezioni.

Concludiamo con l‘Arneis spumante, secco e fruttato e – con il Birbet spumante, amabile e aromatico. Sono gli spumanti rari del Roero.

E se la scelta ricade sullo Champagne…

Se proprio volete brindare con Champagne cercate tra i piccoli produttori da poco sul mercato. Garantiscono qualità e prezzi accessibili: cito la maison Bonnaire con un Blancs de Blancs Sous Boir E.B. a base chardonnay in purezza.

Tra i marchi famosi, se proprio volete uno Champagne mitico, scegliete “Gran Dame” della ultracentenaria e nota maison Cliqot-Ponsardin. Eccellente sotto tutti i livelli, rapporto immagine e prezzo adeguati, inoltre ha pure conquistato Napoleone Bonaparte.

Servizio e tavola

Gli spumanti si servono “freddi e non ghiacciati”: 7-8 gradi per i dolci ed aromatici, 10-11 per i secchi. Non utilizzate il freezer, bensì la parte bassa del frigo, oppure il secchiello del ghiaccio. Accompagnate il tappo all’uscita, il botto è segno di cattivo gusto (salvo eccezioni aggiungo). Se necessario usate le apposite pinze.

Servite in flute alte e strette, ma non per Asti, in tal caso è d’obbligo la coppa.

Con cucina di mare, senza salse particolari, bevete spumanti secchi. Con panettone, torte e crostate di frutta, mousse, pasticceria fine preferite spumanti dolci e aromatici. Con il cioccolato e derivati provate spumanti dai vitigni a bacca nera, ovvero brachetto e malvasia.

Tanti auguri.