Dolcetto di Diano d’Alba DOC

dolcetto

L’area di produzione di questo Dolcetto è la zona collinare a 500 m.s.l.m. del piccolo comune di Diano d’Alba.

Il concentrico di Diano d’Alba è posto su una collina tra le più alte delle Langhe, dove il vitigno dolcetto ha saputo ritagliarsi uno spazio importante, dominando sui versanti meglio esposti.

La predilezione dei produttori di Diano per questo vitigno e l’esperienza tramandata nelle generazioni ha individuato nel tempo così bene le posizioni migliori per i vigneti, che è stato possibile delimitarle con precisione fin dal 1986, attraverso la pubblicazione da parte dell’amministrazione comunale della mappa delle aree per l’attribuzione della menzione del nome di vigneto.

Queste aree, le più vocate alla viticoltura, si chiamano sörì che in dialetto piemontese sta per “luogo soleggiato, ben esposto”.

Caratteristiche

Il vino Diano d’Alba ha un colore rosso rubino intenso con giovanili riflessi violacei, profumo fragrante e fruttato, marcato di ciliegia marasca e a volte di mora o confettura, sapore secco, nervoso, asciutto, piacevolmente influenzato da un retrogusto varietale di mandorla amara che stimola il palato.

Possiede alcuni tratti aromatici, tra cui il geranio, che lo rendono piacevole da giovane e ha la forza di un medio invecchiamento. Con un invecchiamento di almeno 18 mesi lo si può esibire nella tipologia “Superiore”.

Gino Veronelli lo aveva messo tra i vini che più amavava.

Il disciplinare

Il disciplinare di produzione del vino Dolcetto di Diano d’Alba o Diano d’Alba prevede che, all’atto dell’immissione al consumo, che deve avvenire a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia, il vino risponda alle seguenti caratteristiche:

Colore

Rosso rubino.

Odore

Vinoso, gradevolmente caratteristico.

Sapore

Asciutto, gradevolmente ammandorlato, di moderata acidità, di buon corpo, armonico.

Titolo alcolometrico volumico complessivo minimo: 11,5%;

Acidità totale minima: 4,5 per mille;

Estratto non riduttire minimo: 21 g/litro.

Testi tratti da “Albo Vigneti 2009” della Camera di commercio di Cuneo