Cassinasco

La parrocchiale di Sant’Ilario

Cassinasco

Cassinasco

Cassinasco parrocchiale di Sant'Ilario

Cassinasco parrocchiale di Sant’Ilario

Cassinasco Sant’Ilario, raccolta e armonica, rivela tuttora caratteri barocchi nell’interno, dove, oltre a un altare marmoreo settecentesco, sono visibili pregevoli affreschi di epoca diversa.

Spiccano tra le tante decorazioni una tela absidale, presumibilmente seicentesca, che rappresenta il Santo patrono, un tondo con Santa forse ancora cinquecentesco e una bella raffigurazione della Madonna che dà da mangiare a Gesù Bambino, attingendo con un cucchiaio da un piatto sorretto da un angelo.

La prima parrocchia di Cassinasco fu Sant’ Ilario che, come capitava fino al XV secolo, sorgeva isolata in campagna lontana dal centro abitato.

Si compone di un’abside semicircolare in pietra in cui si aprono due monofore rettancolari e di un’ unica navata rettangolare, anch’essa, in pietra, coperta da due volte a crocera in mattoni, illuminata da due finestroni e da una piccola apertura sulla facciata.

Risale al XV secolo solo la parte absidale, mentre volte, campanile e facciata sono settecenteschi. Attorno alla chiesa – che dopo essere stata per anni in stato di completo abbandono è ora in parte restaurata grazie all’impegno di una famiglia proprietaria della casa vicina – vi era un piccolo cimitero.

All’interno l’intera abside presenta tracce quasi illeggibili di affreschi tardoquattrocenteschi e qualche frammento si intravede sulle pareti.

Nel sottarco e attorno alle due monofore dell’abside sono significative rozze decorazioni a racemi, intervallate solo nel sottarco da tondi con figure umane; vi sono ancora resti del velario.

Al centro dell’abside campeggia la figura di Sant’lIario in cattedra; alla sua destra un Santo guerriero irriconoscibile, forse San Martino, poi San Guido (con il nome Uido scritto in alto, è forse la più antica rappresentazione del Santo presente nella Diocesi), San Bernardino da Siena, un tondo con volto, San Tommaso con il simbolo della cintura.

Alla sinistra di Sant’ Ilario abbiamo una nicchia ormai rovinata che forse conteneva una Madonna con Bambino, quindi San Pietro, San Giacomo, San Paolo. Nel catino sono efficiati i simboli degli Evangelisti che circondano un Crito Pantocrator.

Si tratta di un’opera di ingenua fattura, molto arcaica rispetto all’età presunta di composizione: i Santi sono rigidamente disposti in riquadri colorati, senza accuratezza nella resa né dei vestiti, né degli sfondi, né dei particolari (ad esempio il Duomo di Acqui retto da San Guido è poco più che una stilizzazione di chiesa).

Quanto alla datazione, la presenza di San Bernardino indica che l’opera è stata eseguita dopo la metà del XV secolo. Ulteriore precisazione cronologica può venire dal fatto che il San Guido sembra dipendere fortemente da quello scolpito dal Pilacorte sul portale del Duomo di Acqui, nel 1481.

Il pittore si dimostra, a quanto si può leggere oggi della sua opera, un modesto frescante, sensibile agli influssi della pittura locale.

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