Arte e cultura

Langhe & Piemonte ai tempi del Coronavirus

10 Marzo, 2020

Ci aspettano settimane difficili: per una terra che vive e respira turismo, convivialità e accoglienza, sarà un bel colpo — speriamo non troppo duro.

Ma, lo scriveva già Giulio Cesare nel suo De Bello, siamo gente caparbia e resiliente. Ci riprenderemo.

I nostri nonni (e i nostri genitori) si sono rimboccati le maniche e hanno ricostruito un territorio e una nazione. Se ce l’hanno fatta loro dopo 6 anni di guerra mondiale, ce la possiamo fare anche noi dopo qualche settimana di quarantena.

O almeno, ce la faremo se riusciremo a mettere da parte testadicazzaggine, egoismi, campanilismi, e lavorare insieme, a livello di quartiere, territorio e paese.

Voglio condividere con voi una piccola “riflessione in libertà” di Manuela e Ilenia, che ci aiuta a ricordare che nonostante le difficoltà, siamo “fatti di una certa pasta“.

Per artigiano si intende colui che produce con fini pratici. Per artista si intende colui la cui creazione è destinata a suscitare emozioni.

Un casaro, le cui mani hanno assorbito il saper fare d’altri tempi, abili nel formare e fasciare le tome Piemontesi, è quindi artista o artigiano?

Il vignaiolo, che cattura l’uva e si prende cura del suo trapasso lavora quindi per fini pratici?

Il profumo delle nocciole tostate, reminiscenza dell’infanzia, è solo piacere gastronomico?

I grani antichi riscoperti e coltivati con fatica, la farina mai bianca, il pane che riposa non sono solo cibi artigianali. Sono anche cibi artigianali.

Enogastronomia. Food & Beverage. Eccellenze.

Stiamo parlando di tutto ciò che, prodotto dagli artisti e dagli artigiani delle nostre colline, rende le Langhe ed il Roero meta desiderata ed ambita.

Qui, le sinuosità tipiche delle onde del mare, assumono le sfumature del verde, dell’oro, del rosso e del marrone.

Governati dal Monviso, qui, pastori, produttori vitivinicoli, apicultori, frutticoltori, trifulai, pastai, casari e chiunque declini i frutti della terra, danno forma a prodotti ed esperienze uniche.

Ognuno di loro, al netto dei “nonostante” e della fatica, coltiva una storia patrimonio dell’umanità.

Guardiamo quindi la nostra terra e i suoi uomini. Prendiamoci quindi il tempo per ascoltarli, per conoscerli e per viverli.