Cesare Pavese

La Langa di Pavese tra Feria d’agosto e La luna e i falò

Cesare Pavese - Santo Stefano Belbo

Cesare Pavese

Rileggere Cesare Pavese oggi, a più di sessant’anni dalla sua morte, è un’esperienza sicuramente positiva: letterato sicuramente eclettico, datosi alla poesia, alla prosa, alla traduzione, alla diaristica e all’autobiografia, egli ha lasciato una produzione che, tra le molte altre cose, conta diversi romanzi cardine del Novecento, soprattutto per quanto riguarda il filone dei romanzi neorealisti.

Insieme a Beppe Fenoglio, Pavese è stato uno dei più grandi scrittori piemontesi che hanno saputo trasporre in letteratura non solo la bellezza dei paesaggi di cui erano innamorati ed in cui erano stati immersi durante gran parte della loro vita, ma anche gli usi ed i costumi (filosofia di vita compresa) peculiari della loro regione, il Piemonte.

La genialità letteraria

Cesare Pavese

Cesare Pavese

Sicuramente differente rispetto a Fenoglio, Pavese apporta al prodotto della sua penna un tocco più personale (si potrebbe quasi dire “più poetico”), che grazie al suo eclettismo gli permette di arrivare a prove letterarie che mischiano più orizzonti in maniera armonica, creando prodotti di prim’ordine, intessuti, tra le altre cose, di conoscenza, arguzia e bravura.

Non meno importante, sospinti da una genialità letteraria pura.

Il suo diario

Conferma di ciò è il diario che egli ha tenuto durante gran parte della sua vita, dal periodo di confino politico in Calabria, al Brancaleone Calabro (dove fu costretto a causa della condanna per antifascismo), fino al suicidio, ricoprendo un arco di quindici anni.

Il mestiere di vivere dimostra infatti il talento (ed il genio) di Pavese dal punto di vista estetico, critico, filosofico e anche aforismatico, restituendo la figura di un intellettuale di prima categoria impegnato in pensieri degni delle grandi menti letterarie.

Il filo conduttore dei suoi scritti

Sulla base di ciò, quindi, si potrebbe essere spinti a pensare ad una certa sistematicità di fondo presente nell’opera di Pavese. Essa esiste effettivamente, e gli studi a lui dedicati lo dimostrano: in molti si sono cimentati nella dischiusura della sua opera, ritrovando, soprattutto nel settore poetico e diaristico, il filo rosso che lega i vari momenti della sua produzione grazie a motivi fissi e ricorrenti nelle sue opere.

Per questo, si può dire che Pavese è un autore che spinge all’indagine delle rispondenze interne che, come degli echi, rimbombano entro le mura di ciò che è scaturito, tramite la penna, dalla sua mente.

Svariati e moltissimi sono i denominatori comuni che si potrebbero porre come base della ricerca.

Le Langhe di Pavese

santo-stefano-belbo-inizi-del-1900

Santo Stefano Belbo agli inizi del 1900

Uno di questi è, per esempio, il rapporto con le Langhe e, per estensione, con l’ambiente collinare in generale. Luogo ameno, ma anche orrido, esse sono lo sfondo di gran parte dei suoi scritti, sia poetici sia prosastici, diventando quindi una costante a tutti gli effetti.

Feria d’agosto e la luna e i falò

Coniugando ciò che è stato detto riguardo alle rispondenze a questo discorso, un esempio estremamente tangibile viene offerto dal rapporto che lega il celeberrimo La luna e i falò (composto durante l’autunno del 1949) con Feria d’agosto (pubblicato da Einaudi nel 1946, perciò composto prima di questo anno).

Il primo, ultimo romanzo pubblicato in vita da Pavese, è interamente ambientato a Santo Stefano Belbo, dove Pavese aveva trascorso molte delle sue estati d’infanzia; il secondo, invece, è una raccolta di scritti, senza uno stile predominante, che raccoglie racconti e riflessioni riguardanti il tema dell’infanzia e dell’adolescenza (che Pavese passò in parte a Santo Stefano Belbo).

Un risvolto interessante della relazione di queste due opere è proprio legato alla collocazione geografica dei loro contenuti: la prosa dell’autore rivela l’identità della Langa e della collina, intrecciando una corrispondenza, tematica e stilistica, più che interessante.

Sembra quasi, rileggendo La luna e i falò alla luce di Feria d’agosto, che la seconda contenga l’embrione della prima.

Pavese & le Langhe: gli altri articoli

Di seguito l’elenco in ordine di pubblicazione degli articoli dedicati al rapporto di Pavese col territorio, la lingua e la letteratura:

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *