La funicolare di Mondovì

La funicolare di Mondovì

La funicolare di Mondovì

La carrozza della funicolare di Mondovì  che collega Piazza Maggiore e Breo

Oltre ad essere una cittadina pittoresca, d’arte e di studi, posta in prossimità delle Langhe e delle Alpi, Mondovì ha una peculiarità: è distribuita su più livelli.

In alto, il rione Piazza  a 559 metri sulla collina conosciuta come Monte Regale, nucleo originario della città, in basso i rioni di Breo, Ferrone, Altipiano, Carassone, Borgato, lungo il torrente Ellero, affluente del Tanaro.

Perchè collegare due anime di una città?

Era il 1886 quando a causa dei difficoltosi collegamenti tra il Quartiere Commerciale di Breo e il Borgo di Piazza si realizzò il primo impianto a vapore in grado di collegare i due rioni della città.

Lo studio del progetto fu affidato all’ingegnere Alessandro Ferretti (1851-1930) che realizzò alcune tra le prime funicolari costruite in Italia. Ferretti, si occupò e scrisse d’ingegneria, aerodinamica, idraulica, ma concentrò la sua attività principale nel campo delle ferrovie di montagna e funicolari.

La realizzazione delle vetture fu commissionata al fabbro Borghese e la  meccanica dell’Azienda Manfredi.

A Ferretti subentrerà in seguito la Società Monregalese opere Pubbliche.

27 ottobre 1886: l’inaugurazione

Non fu tutto facile durante le fasi del lavoro e per la verità non lo fu nemmeno dopo, soprattutto per questioni di sicurezza.

Ben presto, uno dei problemi riscontrati fu l’aver progettato un sistema di frenatura inefficace. Durante una prova a vuoto, infatti, una vettura precipitò a tal velocità contro la sua gemella che buona parte della stazione inferiore venne distrutta.

Nell’arco di breve tempo venne sostituito anche il sistema a vapore con quello a contrappeso d’acqua: quando una vettura saliva l’altra scendeva. Alla stazione alta di Mondovì Piazza i serbatoi della vettura carichi d’acqua avrebbero fatto da contrappeso trainando l’altra con i serbatoi vuoti e quindi più leggera.

Il problema era sempre all’arrivo alla stazione di Breo: poiché il serbatoio della vettura in discesa giungeva vuoto, l’impianto doveva rallentare, se non addirittura fermarsi.

Nel 1923 avvenne una prima sostituzione delle vetture, il passo successivo, quello più importante fu la sostituzione del sistema a contrappesi ad acqua con la trazione elettrica nel dicembre del 1926.

Niente più lunghe attese, la funicolare di Mondovì poteva lavorare a pieno regime, senza interruzioni.

Nel 1941 l’intero impianto venne ammodernato con l’installazione di un motore più potente. Questa data segna anche la nascita dell’ultima generazione di vetture azzurre.

Portale della stazione di Breo posta a valle

Portale della stazione di Breo, posta a valle

1975, la funicolare si ferma

Il 4 ottobre 1975 è la data di scadenza della concessione della Funicolare alla Società per le Opere Pubbliche, con il passaggio al Comune di Mondovì.

La funicolare necessitava però lavori di ammodernamento per adeguarsi alle nuove normative di sicurezza, ma costi troppo elevati e definiti “non convenienti” la fermarono definitivamente. Il collegamento tra Piazza e la stazione di Breo si interruppe lo stesso anno.

La funicolare del 2006 e la mano di Giugiaro

Bisognerà attendere Gennaio 2005, quando, con la volontà di ridare a Mondovì la sua funicolare iniziarono i lavori di rimozione e demolizione del vecchio impianto, la trasformazione della stazione di Breo ed il recupero di quella di Piazza.

Negli stabilimenti dell’azienda alto-atesina Doppelmayr Italia  cominciarono i lavori per la costruzione del nuovo argano e delle apparecchiature elettromeccaniche.

I lavori di montaggio degli impianti situati sotto la stazione di Piazza furono spettacolari: per far passare gli argani da 5 tonnellate, il motore e gli impianti si dovette praticare un entrata speciale dalla Piazza Maggiore.

L’Azienda austriaca Carvatech costruì le nuove vetture su design dell’italiano Giorgetto Giugiaro: cabine spaziose con ampie vetrate dalla linea leggera, filante e moderna, e lunghe come un pullman da 60 posti. La caratteristica particolare è che sono prive di sedili: si viaggia in piedi, fatta eccezione di alcuni sgabelli reclinabili.

Il nome di Giugiaro non è casuale: classe 1938, il designer è originario di Garessio, in provincia di Cuneo, paese distante circa 45 km da Mondovì.

Per garantire la sicurezza dei passeggeri, nelle stazioni sono montate delle protezioni di plexigass che come se fossero delle doppie porte in grado di scongiurare di caduta dei pedoni dalle pensiline: soluzione adottata con successo già in numerose linee metropolitane.

La linea della nuova funicolare è sicuramente nuova e moderna. I monregalesi, ovvero gli abitanti di Mondovì, più raramente chiamati mondoviti, però non abbandonarono del tutto il ricordo del passato: nella stazione di Breo conservano infatti il portale ottocentesco restaurato con la statua della Madonna posta nella nicchia sovrastante.

Il 16 dicembre 2006 la funicolare riparte. Le stazioni ed il percorso sono quelle originali. La via di corsa è a binario unico con scambio nella zona centrale per l’incrocio delle vetture.

Le corse sono ogni 10 minuti. Salite e discese sono una corsa fluida e silenziosa. Il panorama è quello delle Langhe monregalesi ed è spettacolare.

Che cosa rappresenta oggi la funicolare di Mondovì?

E’ sicuramente un collegamento rapido e comodo tra due piani, due anime distinte, elevata a simbolo di questa città.

Numeri

  • Numero vetture: 2
  • Durata corsa: 141 secondi
  • Lunghezza percorso : 544,6 metri
  • Dislivello: 137 m
  • Pendenza massima: 260 per mille

Informazioni

  • Le corse sono cadenzate ogni 10 minuti
  • Il servizio non si effettua il 25 dicembre ed il 1° gennaio
  • I biglietti acquistati in Funicolare hanno validità 1 ora
  • Prezzo del biglietto semplice durata 60 minuti: 1,30 €
  • Chiusura per collaudi annuali dal 15 al 20 giugno 2015

Per gli orari e informazioni sulla Funicolare di Mondovì clicca QUI

 

Crediti foto: Archivio Comune di Mondovì

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *