Le notti del trifulao

Le notti dei trifulau

Un uomo con il suo cane, la notte sulle colline. Questa, in autunno, è la quotidianità del trifulau, la figura più caratteristica del mondo dei tartufi.

Raccontato, ma mai descritto, il trifulau è infatti leggenda ed a lui si accompagnano abitudini antiche e misteriose. E’ un professionista e del professionista ha le movenze: il passo leggero ma sicuro, i gesti misurati, le parole giuste. Il trifulau sa quando cresce il tartufo, sa gli alberi e le terre che “li danno”, sa come incitare il “tabui” nella cerca e come ricompensarlo. E sa che un bel tartufo non ha prezzo.

La cerca avviene di notte: perché il cane è meno disturbato, ma anche perché il buio protegge da occhi curiosi.

Un po’ dovunque sulle colline si favoleggia di sgualciti calendari, su cui i trifulau annoterebbero con estrema precisione i luoghi, i giorni e le lune che hanno restituito i tartufi al freddo delle notti autunnali.

Egli si serve unicamente di uno zappetto o di un vanghetto e del cane, per lo più un umile bastardo addestrato con pazienza. 

I cani da tartufo non sono quelli di razza, bensì quelli “da pagliaio”, dalle genealogie incerte, frutto di centinaia di incroci, che hanno nel naso l’abitudine di fiutarsi attorno a cercare un po’ di cibo. Cani da tartufo si nasce, ma la scuola aiuta e disciplina gli sforzi. I corsi, che cominciano alla fine dell’inverno, durano solo pochi mesi, ma sono severi e soprattutto basati sulla fame. A forza di tozzi di pane non si ingrassa, ma il cane impara che i tartufi vanno al padrone.

Nell’addestramento il trifulau non usa la frusta, e neppure le botte: infatti, se il cane è abituato ad essere picchiato, appena avverte il tartufo scappa come di fronte ad un nemico. Invece deve associarlo al cibo, al tozzo di pane. Ma oggi anche a speciali biscotti integrali, concessi a ricompensa della cerca.

E se ogni paese dell’Albese conserva nella sua memoria il nome di un leggendario trifulau, è pur vero che sempre l’accompagna a un cane.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *