Letture golose

Vendemmia 2026 Il clima sorprende ma la qualità promette bene

Ottobre 13, 2026
Lorenzo Tablino
La vendemmia

A giugno, la maturazione delle uve sembrava molto anticipata, poi le alte temperature hanno ritardato il ciclo vegetativo. Oggi possiamo affermare che la vendemmia si è svolta in periodi quasi normali, non certo delle settimane prima rispetto agli anni scorsi. Eppure ancora a metà luglio, enologi, agronomi e imprenditori erano molto preoccupati.

Aggiungo che l’amarcord è ben diverso: ricordo che il 19 novembre 1979 era giunto a Fontanafredda l’ultimo carico di uve nebbiolo per Barbaresco, mentre per le uve pinot nero, grigio e bianco dell’Oltrepò Pavese, si era iniziato a vendemmiare la prima settimana di settembre.

Quest’anno tra i filari di Lirio, Montecalvo e Pietra de Giorgi, ovvero i comuni più vocati della provincia di Pavia, c’erano già schiere di raccoglitori d’uva a fine luglio, mentre a Calosso, Santo Stefano Belbo e Strevi, le pregiate uve aromatiche moscato bianco e brachetto erano state vendemmiate, in gran parte, già in agosto.

Gran movimento quindi sulle piccole strade delle numerose frazioni dei 52 comuni della zona dell’Asti DOCG, mentre sui piazzali delle cantine, file di camion erano in attesa di scaricare, dai cassoni nelle coclee, i dorati grappoli delle pregiate uve sopracitate.

Uve bianche e rosse, il bilancio della raccolta

Questa vendemmia 2026 si è caratterizzata da uve a bacca bianca di ottima qualità, sane, con una buona gradazione zuccherina e acidità su livelli medi. Anche le rese nel vigneto, nonostante le condizioni climatiche non favorevoli, sono state buone.

Per le uve a bacca nera medesimo discorso, le uve barbera erano ricche di polifenoli, responsabili del colore rosso violaceo nel vino finito, mentre le uve nebbiolo sono giunte perfettamente sane, con un potenziale fenolico di eccellente livello, ricco di proantocianidine e antociani, a significare un buon potenziale per la futura evoluzione in botte e in bottiglia.

Certo che l’epoca di raccolta delle uve da anni è ormai sempre più anticipata, ma occorre subito precisare che impianti e macchine fanno miracoli.

In cantina le pratiche enologiche si sono svolte regolarmente, senza particolari problemi, grazie alla sanità delle uve e all’equilibrata composizione del grappolo.

Certo che l’epoca di raccolta delle uve da anni è ormai sempre più anticipata, ma occorre subito precisare che impianti e macchine fanno miracoli.

La tecnologia in cantina al servizio della qualità

Oggi, in quasi tutte le cantine, piccole o grandi che siano, è entrata la tecnologia.

Di fatto freddo e inox sono ben presenti, tra impianti frigo mini e maxi, pigiatrici, molto soft nel trattamento dei grappoli e presse polifunzionali, nei tempi e nei movimenti e filtri innovativi di ultima generazione.

Il tutto a garanzia di un perfetto processo di pressatura e successiva vinificazione.

Si preannuncia, insomma, un’annata ricca di aromi e profumi di alta intensità, con sapori pieni e molto equilibrati.

Con l’auspicio che il tempo ci dia ulteriore conferma della qualità del millesimo 2026.