Briaglia

Diario di Viaggio: Briaglia

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La semplice fisionomia di una strada può talvolta predisporci ad accogliere le differenti peculiarità custodite dal territorio attraversato.

E così dopo aver respirato le consumistiche atmosfere del parco commerciale di Mondovicino, scarto sulla sinistra, per immergermi nelle dolci increspature di Briaglia.

Bastano poche centinaia di metri e la rotabile si incurva di colpo, fino a tuffarsi nelle fresche acque del Torrente Ellero ed attraversare il verde e stretto solco alluvionale che quest’ultimo nei millenni si è ritagliato.

Una brusca discesa che concorre però a liberarmi la mente, rendendola così più ricettiva alle emozioni che le chine lavorate delle Langhe Monregalesi suggeriscono. Riemergo in breve tempo, con l’ausilio di stretti e ripidi tornanti.

La strada, ergendosi ancora di quota, piega ora sinuosamente verso meridione, consentendomi d’improvviso di sorvolare l’intera piana cuneese.

Dialogo con le maggiori asperità dell’arco alpino occidentale e, come loro, sovrasto la terra di pianura, ferita in più punti da un’antropizzazione spesso crudele e selvaggia. Il piccolo abitato pare in equilibrio, irregolarmente aggrappato alla linea di displuvio collinare.

Distinguo due nuclei differenti, fraternamente uniti da un elegante viale alberato. Supero il minuto cimitero e mi soffermo per un attimo di fronte all’elegante Chiesa di Santa Croce, che da anni vigila fiera sul piccolo spiazzo a lei antistante. Poco oltre, l’abitato ora denso e coeso si dirada, in favore di isolate abitazioni signorili.

Risulta difficile individuare la priorità visiva da perseguire, e non è allora un caso che proprio su questi crinali l’uomo abbia deciso di stabilirsi già migliaia di anni fa, come testimoniano i numerosi menhir e megaliti ritrovati.

La carreggiata tossisce un’ultima volta, prima di proseguire la sua frizzante corsa verso Vicoforte, lasciandosi a poco a poco Briaglia alle spalle.

Il compianto Walter Bonatti soleva dire

Chi più in alto sale, più lontano vede.

Chi più lontano vede, più a lungo sogna.

La salita qui è stata in realtà rapida ed agevole, ma a Briaglia mi è capitato davvero di sognare a lungo con lo sguardo e con la mente.

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