Vendemmia 2017: fra cambiamenti climatici e pratiche enologiche

Quante definizioni per l’ultima vendemmia: calda, torrida, irregolare, imprevedibile, strana, difficile, anarchica. Ovviamente anticipata. Molto aggiungo.

La vendemmia in agosto, in certi casi a fine luglio ormai, è una costante. Probabilmente dovremmo considerarla non un’eccezione, ma la regola con cui confrontarci.

I cambiamenti climatici a livello mondiale cambiano alcuni scenari sia nel vigneto, sia in cantina.

La professionalità dell’enologo, per individuare le migliori pratiche enologiche farà la differenza riguardo ai livelli qualitativi dei vini.

Uno slogan attuale: “2017: anno in cui il vino si fa anche e soprattutto in cantina”. Forse anche in futuro. Vediamo ora alcune considerazioni, a ruota libera, sui principali vitigni.

Moscato bianco

Grappoli di Moscato

Grappoli di moscato

Acini piccoli”, sintesi migliore non potrebbe essere trovata, un viticoltore di Santo Stefano Belbo, ha aggiunto “Mancano i miria”.

Lo squilibrio tra parte liquida (polpa) e solida (buccia e vinaccioli) crea problematiche di vario genere che sono state andranno affrontate con una vinificazione intelligente. Sui dati analitici Guido Bezzo, direttore del laboratorio Consorzio Tutela Asti ha evidenziato:

Valori alti in zuccheri, con complessivi sul prodotto finito di 13 gradi, acidità fissa sui 6-7 gr x lt, con presenza di malico superiore a 1 gr x lt, il ph è in media sui 3,3”.

Arneis

Uva molto bella, sana e in giusta quantità. Conferma l’enologo Luca Rostagno:

La resa in vinificazione è bassa – 60 %. Il mosto presenta un complessivo di 13,2 gradi con un’acidità fissa di 6,0 gr x lt un ph di 3,2. Anche sul piano dei quadri aromatici penso di essere su buoni livelli.

Dolcetto e barbera

Rusél - Uve di Dolcetto

Uve dolcetto

Il produttore Giovanni Rocca di Monforte d’Alba ha confermato l’ottimo livello qualitativo:

Alta gradazione e buon colore, anche l’acidità si è mantenuta su buoni livelli. In alcuni casi supera i 7 gr x lt. Tutte le condizioni per ottenere in cantina una buona Barbera d’Alba.

Stesse considerazioni per i dolcetto, oltretutto quest’anno non era presente il fenomeno della caduta degli acini in fase di raccolta. Come ha Confermato il collega Beppe Veglio, cantina Cascina Rossa di Diano d’Alba:

Sono soddisfatto dei primi Dolcetto di Diano: Gradi dai 12 a 13,5, un profumo fruttato elegante e caratteristico, l‘acidità fissa si è mantenuta su buoni livelli, superiori comunque a 6 gr x lt. Anche i ph sono su livelli normali. Ottimo il colore con naunces violacee in evidenza.

Franco Roero, produttore di Barbera d’Asti a Montegrosso d’Asti, entra subito in merito all’alta qualità delle uve Barbera:

I nostri terreni grazie al terreno sciolto e in parte sabbioso soffrono meno della siccità. Di conseguenza l’uva si presenta molto bella, con acini abbastanza turgidi, sani e aggiungo con un bel colore.

Quantità nella norma, penso di iniziare la raccolta la prossima settimana. Anche i dati analitici riguardo l’acidità fissa sono ancora buoni, il malico in certi casi supera i 2,5 g litro.

Malvasia e Brachetto

Grappolo di brachetto

La Cantina Sociale di Casorzo (AT) ha riscontrato eccellente qualità:

Le prime uve raccolte hanno quasi terminato le prime fasi del processo di vinificazione e la Malvasia di Casorzo completa il ciclo produttivo nei grandi serbatoi inox.

Si percepiscono aromi di alto livello, in particolare la classica rosa, correlata come nota a terpene specifico, detto geraniolo.

Completiamo con il Brachetto. Il collega Stefano Ricagno, cantina Cuvage di Acqui Terme, produttore storico del Brachetto d’Acqui, ricorda:

Quantità nei vigneti in leggera flessione; ma in cantina il Brachetto è stupendo. La vinificazione è proceduta senza inconvenienti, seppur con le dovute attenzioni da parte dei nostri enologi.

Il vino presenta un bel colore cerasuolo, come vuole la tradizione, mentre tutti gli altri parametri sono eccellenti.

I classici aromi di frutti rossi, dalla ciliegia al lampone, sono eleganti e persistenti. Anche l’acidità fissa nel vino si è mantenuta su buoni livelli.

Nebbiolo

Grappolo di nebbiolo

In settembre terminata la maturazione dell’uva nebbiolo, sotto tutti i profili: zuccheri, acidità e fenoli.

Valutando il periodo – terza settimana di settembre – si rimane molto perplessi; ricordo uva nebbiolo non ancora mature oltre le festività dei Santi, raccolte nella terza settimana di novembre (vendemmia 1979).

Incontro in via Maestra in Alba un collega, anche lui ha iniziato la raccolta. Allarga le braccia, dice: “Dobbiamo adeguarci a tutti questi cambiamenti”.

I dati forniti dal laboratorio Enocontrol di Alba hanno evidenziato buoni valori in termini di estraibilità antociani, ferma a un valore di 500 e contributo tannini dei vinaccioli, fermo al 55 %.

Aggiungo una caduta dell’acido malico, ormai sotto il valore di 1 gr x lt e un aumento del ph: oltre 3,2 e dei valori ottimi in brix: 24,5-25 brix.

“Bastano e avanzano” ho detto al collega.

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