Andar per Langa
Fai due passi dopo le feste Cinque walking tour invernali
Le feste sono ormai passate, iniziamo ad ambientarci nel nuovo anno: tra pranzi, brindisi e regali, il corpo chiede un po’ di movimento e la mente un cambio di ritmo. E allora perché non mettersi le scarpe da camminata e fare due passi all’aria aperta?
Passeggiare è uno dei modi più semplici e appaganti per ritrovare energia dopo giorni intensi, stimolare la circolazione e godersi i paesaggi invernali delle nostre stupende colline.
Anche quando ci sono nebbie leggere o un po’ di fango sotto gli scarponcini, questi percorsi “easy” diventano un’esperienza autentica, perfetta per chi è in visita ma anche per chi vive in zona e vuole assaporare il territorio in modo dinamico.
Camminare in inverno è semplice, basta farlo con un minimo di attenzione. Scarpe comode e impermeabili sono la prima regola: i sentieri possono essere umidi o leggermente fangosi, soprattutto dopo piogge o brinate notturne.

Meglio vestirsi a strati, così da adattarsi facilmente al freddo del mattino e al sole delle ore centrali della giornata. Un cappello, una sciarpa e una giacca antivento fanno la differenza, anche quando il cielo sembra limpido.
In inverno conviene scegliere percorsi brevi e ben segnalati, partire senza fretta e godersi il ritmo lento: le Langhe, in questa stagione, non chiedono di correre ma di camminare con calma, osservare e respirare.
Ad Albaretto della Torre camminare diventa un’esperienza diversa dal solito, pensata per coinvolgere curiosità e sensi.
Il percorso ad anello di circa 4 chilometri che circonda il borgo di Albaretto è facile e accessibile. Lungo il tragitto si incontrano diverse tappe, ognuna legata a uno dei cinque sensi: dalla vista sul panorama alle colline circostanti, al tatto nei noccioleti, fino ai profumi del bosco e ai sapori del territorio.

È una passeggiata che unisce natura, gioco e scoperta, prodotti tipici e curiosità locali in modo leggero e coinvolgente.
Serralunga d’Alba è perfetta per una passeggiata di circa un’ora tra le sue vie. Questo piccolo borgo conserva un fascino medievale unico: le strade si snodano a raggiera attorno al maestoso Castello, una fortezza che domina le colline circostanti e regala scorci bellissimi.
Partendo da Piazza Guglielmo Marconi, puoi ammirare i dettagli delle antiche case, passare accanto alla Chiesa di San Sebastiano e arrivare fino alle mura del castello, punto ideale per una foto panoramica con le colline delle Langhe sullo sfondo.

Se invece ti va di allungare il passo e trasformare la camminata in un giro più completo tra vigneti e colline, puoi seguire l’anello dei Sentieri di Sinio partendo proprio da piazza Marconi a Serralunga, un percorso ad anello di circa 9-10 km che porta fuori dal centro e attraversa campi, boschi e panorami aperti.
Guarene è un caratteristico borgo del Roero, famoso per il suo centro storico, dominato dall’imponente castello e affacciato sulla panoramica balconata naturale che guarda la pianura del fiume Tanaro. Un luogo che invita a passeggiare tra storia, architettura e belvedere anche nelle giornate d’inverno.

Il percorso inizia da Piazza Roma e si sviluppa per circa 2 chilometri, con una durata complessiva di un’ora e mezza: un itinerario adatto a tutti, con qualche lieve salita e tratti su sampietrini, ma senza particolari difficoltà.
A Niella Belbo la camminata assume un carattere fiabesco e leggero: il percorso delle Nigelle di Langa è un anello facile di circa 2 chilometri che si snoda nei dintorni del paese, pensato per famiglie ma piacevole anche per gli adulti in cerca di una passeggiata diversa dal solito.
Lungo il tragitto si incontrano installazioni e personaggi ispirati al mondo della fantasia, che accompagnano il cammino tra boschi, radure e scorci sul paesaggio circostante.
È una passeggiata breve, accessibile e rilassante, dove il passo resta lento e l’attenzione si sposta sui dettagli, sulla natura e sul piacere di camminare senza fretta, anche nelle giornate più fredde.
Tra San Benedetto Belbo e Castino la passeggiata diventa un’esperienza “letteraria”, perché qui le Langhe si leggono anche mentre si cammina: un percorso fenogliano ad anello, con pannelli e citazioni che collegano i luoghi del paese alle pagine di Beppe Fenoglio.

Il punto che rende tutto più immersivo, però, è la Censa di Placido: un luogo iconico della narrativa fenogliana, oggi restaurato e visitabile, con un piccolo allestimento museale e interattivo dedicato alla vita rurale e alle opere dello scrittore.
Poi c’è Castino, con la frazione di San Bovo e la Cascina del Pavaglione, legata a La malora e a quella geografia contadina che Fenoglio racconta senza filtri: qui il paesaggio non fa da sfondo, entra nel racconto.
Si tratta di un’uscita perfetta per chi vuole “fare due passi dopo le feste” e, allo stesso tempo, portarsi a casa qualcosa in più: un pezzo di Langa vissuta, scritta e ricordata.