Arte e cultura

Le forme dei calici da vino: la guida completa

Novembre 7, 2022

Chiunque abbia avuto esperienze di degustazione, o si sia interfacciato con il mondo del vino in ambito semi-professionale, avrà sicuramente già sentito parlare delle diverse forme dei calici da vino e delle loro applicazioni.

Anche in contesti più informali come al bar o al ristorante vi sarà capitato di notare una differenza tra i bicchieri da bianco, da bolle, o da rosso corposo.

Ma vi siete mai chiesti quale sia la “scienza” che sta dietro a questa scelta? In che modo la forma del calice influenzi la percezione che abbiamo del vino?

L’importanza della forma

Partiamo da una nozione di base: una parte significativa dell’esperienza di degustazione del vino è legata al suo aroma.

Il bicchiere giusto è fondamentale per esaltare al meglio le caratteristiche del vino.

Assaggiare un vino significa infatti percepirne il profumo e il sapore, che nel momento del sorso si fondono e danno vita a percezioni differenti e complesse.

Il bicchiere giusto è fondamentale per esaltare al meglio le caratteristiche del vino. Vediamo perché.

Roteazione

Più il calice è largo, e più sarà semplice far roteare il vino al suo interno, formando un vortice al centro del bicchiere nel quale si concentreranno gli aromi. Così facendo l’ossigenazione aumenta, andando a sprigionare i composti volatili.

La roteazione è necessaria per vini dal naso “importante”, con profumi più complessi, come quelli dati dall’invecchiamento. I vini dalle note floreali o minerali hanno bisogno di meno movimento e meno contatto con l’ossigeno per esprimersi.

Guidare il sorso

La forma del calice influenza la quantità di vino che entra in bocca e il movimento tra lingua e palato.

La forma del calice non influenza solo l’aroma, ma anche la quantità di vino che entrerà in bocca, nonché il movimento tra lingua e palato.

Bicchieri dal diametro maggiore ci porteranno naturalmente a sorsi più ampi e abbondanti, mentre un calice più ristretto concentrerà maggiormente il vino al centro della bocca.

Forme diverse per vini diversi

In questo articolo andremo ad analizzare l’anatomia dei calici, cercando di comprendere quali si prestino meglio alle caratteristiche di ciascuna tipologia.

Vino Spumante

Esistono due forme comunemente riconosciute per la degustazione dello spumante e dei bianchi frizzanti.

A. Flute

Quando si pensa allo spumante, è difficile non pensare alla flûte da Champagne.

Questo calice è solitamente composto da uno stelo lungo con una coppa alta e stretta (vedi immagine sopra). Questa forma permette alle bollicine di durare più a lungo prima che lo spumante “si appiattisca”. Inoltre, la base della flute presenta una certa rugosità che aiuta le bollicine a formarsi e a salire verso l’alto, sprigionando i composti volatili.

È particolarmente importante tenere pulito questo bicchiere: le bollicine si concentrano nei punti in cui trovano polvere o sporcizia.

B. Coppa

Il bicchiere a coppa, noto anche come “Champagne saucer” o Coppa Asti, si dice sia stato creato prendendo ispirazione dal seno di Madame de Pompadour, grande appassionata di Champagne.

Al giorno d’oggi è poco utilizzata per lo spumante, perché la sua ampiezza e scarsa profondità fanno sì che le bollicine evaporino rapidamente.

Il Consorzio dell’Asti DOCG però continua a suggerire di servire il famoso vino monferrino nella coppa, poiché richiama la dolcezza e la sensualità del moscato.

Inoltre, l’Asti è talmente profumato che i suoi aromi rimangono persistenti nonostante l’ampiezza del bicchiere.

Crediti foto – ebarman.it

Vino Bianco o rosato

I bianchi e i rosati possiedono caratteristiche simili e condividono quindi le stesse forme di calice. Il bicchiere da bianco è tendenzialmente più a forma di U (tulipano) che rotondo ed è più piccolo del bicchiere da rosso.

Questa differenza aiuta a preservare la temperatura, che in queste tipologie di vino è comunemente più bassa, fatta eccezione per i bianchi corposi o invecchiati.

Possiamo distinguere due tipologie di calice per i bianchi.

A. Tulipano – Bianchi giovani e freschi

La caratteristica principale di questo bicchiere è la forma della sua apertura che tende ad allargarsi rispetto al corpo. Questa particolare silhouette permette agli aromi delicati dei bianchi giovani, floreali e “croccanti”, di raggiungere meglio il naso.

B. Renano – Bianchi corposi e maturi

Per i bianchi o rosati strutturati, quindi corposi e maturi, si predilige il calice Renano formato da un corpo ampio e un diametro d’apertura più grande, che rispetto al precedente consente di apprezzare sentori più complessi.

Vino Rosso

Il bicchiere da vino rosso ha per definizione una coppa rotonda e larga, “a palloncino”, per questo genericamente chiamata Ballon. Questa forma aumenta la superficie esposta del vino, consentendo una maggiore interazione tra ossigeno e liquido.

Più strutturato è il vino più la pancia dev’essere grande, per una degustazione migliore.

Tra i vari tipi di bicchieri esistenti, solitamente si fa riferimento a quattro forme di calice. Vediamole assieme, in ordine da rosso giovane a rosso più complesso.

A. Renano

Per i rossi giovani e di pronta beva si può scegliere di utilizzare il calice renano, ovvero lo stesso che utilizzeremmo per un bianco corposo.

Questo è ideale per i vini novelli, ad esempio.

B. Ballon

Questa è una scelta eccellente per i vini rossi di medio corpo e non troppo invecchiati. La sua forma mette in risalto i profumi, ma preserva al tempo stesso le doti di freschezza.

C. Gran Ballon

Il gran ballon è di fatto caratterizzato dalla stessa forma del precedente, ma di dimensioni maggiori. Questo si presta più per la degustazione di rossi di medio e pieno corpo, invecchiati.

La larghezza nel corpo centrale consente una maggiore ossigenazione del prodotto e di sprigionare, grazie all’ampia apertura, i profumi e gli aromi complessi del vino.

D. Borgogna

È un bicchiere adatto ai rossi francesi di buona qualità. Grazie alle sue pareti sottili, permette di effettuare facilmente la verifica del colore.

La forma leggermente bombata del calice valorizza profumi e aromi e, essendo piuttosto leggero, è semplice da far roteare, agevolando così l’esame olfattivo e quello gustativo.

Vino Passito o fortificato

Ultimi, ma non per importanza, i vini da dessert. Questi, passiti o fortificati, sono più dolci della maggior parte dei vini e hanno un contenuto alcolico più elevato, per cui il bicchiere adatto per questa categoria è più piccolo.

Questo ha lo scopo, molto semplicemente, di servire una porzione ridotta di vino!