Il Castello di Magliano Alfieri

Il Castello di Magliano Alfieri ed i musei

Il Castello di Magliano Alfieri

Il Castello di Magliano Alfieri  – portone d’ingresso

Il Castello

Intorno al 1649, Catalano Alfieri diede ordine di iniziare i lavori per erigere l’attuale castello, a valle del bricco, sul quale sorgeva la precedente fortezza medievale edificata nel 996.

Pare che l’architetto fosse Amedeo di Castellamonte, lo stesso che nel 1658 diede la facciata a Palazzo Reale di Torino.

La pianta è quadrata, massiccia, con due torri cilindriche angolari. Il portone del palazzo in stile barocco mostra stipiti ed architravi in arenaria.

Le formelle a profondo intaglio sono anch’esse tipiche barocche. Qui compare anche lo stemma degli Alfieri, un’aquila nera, da sempre simbolo imperiale di potere.

Lo scalone d’onore

Il primo oggetto d’arte che accoglie il visitatore è il busto di Carlo Emanuele Alfieri, circondato da una fastosa cornice e posto all’interno di una nicchia ovale alla cima della prima rampa dell’imponente scalone d’onore.

A destra e a sinistra sono collocati trofei di guerra e rami di alloro, due aquile e decori di acanto, probabilmente opera di stuccatori luganesi, così come le decorazioni sul soffitto e sulle pareti.

Le stanze si aprono a destra e a sinistra dello scalone.

Scalone d'onore e busto di Carlo Emanuele Alfieri

Scalone d’onore e busto di Carlo Emanuele Alfieri

Il salone degli stemmi

Il salone degli stemmi si trova nel torrione centrale del castello. La sua decorazione a stucchi ad alto rilievo, tipicamente in stile barocco, rappresenta gli stemmi degli Alfieri e delle casate imparentate. Si nota la continuità con i decori presenti accanto allo scalone d’onore accompagnati da una serie di finestre dipinte a “tromp l’oeil”.

L’aquila della casata è presente ai quattro angoli con i motti “Tort ne dure” (l’offesa non dura) e “Hostili tincta cruore” (bagnata del sangue nemico). Al centro della volta a padiglione si trova lo stemma degli Alfieri di Magliano.

Una curiosità: all’interno del castello vi soggiornò da bambino il poeta e drammaturgo Vittorio Alfieri che in età adulta citò sovente il maniero nelle sue lettere.

Nella scrittura del “Saul“, si ispirò ad un dipinto di cui oggi si sono perse le tracce: “Cleopatra morsa da un serpente velenoso”. Oggi si sostiene che quest’opera fosse presente all’interno delle sale del castello e qui nascosta in una stanza segreta.

Il Museo del paesaggio

Memoria, Colline, Fiume, Pietra, Coscienza: sono alcune aree tematiche individuate intorno alle quali si sviluppa il Museo del Paesaggio, di recente costituzione, ospitato all’interno delle sale del Castello, al piano nobiliare.

Il lavoro di studio e ricerca del maglianese Antonio Adriano (1944-2006), unito alle moderne tecnologie, ha permesso la creazione del percorso museale consente al visitatore di immergersi nell’ambiente e nel territorio di Langhe e Roero.

La raccolta di oggetti, documenti e testimonianze raccontano il territorio tra passato e presente attraverso strumenti multimediali interattivi.

Un paesaggio mutato nel tempo dove il lavoro dell’uomo ha assunto un ruolo determinante rendendolo “armonioso e naturale”, così come appare oggi: un teatro dove gli attori sono i contadini, con le loro storie di vita.

Una delle installazioni del Museo del Paesaggio

Una delle installazioni  all’interno del Museo del Paesaggio

Il Museo dei soffitti in gesso

Il Museo dei soffitti in gesso, inaugurato negli anni ’90, grazie al lavoro di Antonio Adriano, è in continuo aggiornamento.

Esso documenta una tecnica di costruzione particolare per la creazione di speciali pannelli decorativi in gesso, sistemati sui soffitti delle case contadine di alcuni paesi del Roero, dell’Astigiano e dell’Ovadese.

Il percorso si snoda tra le stanze ricche di numerosi reperti ed informazioni: dall’estrazione del gesso, alla lavorazione, all’applicazione dei pannelli, fino al totale abbandono a favore di questa antica tecnica a favore della produzione su vasta scala dei mattoni.

Particolari all'interno del museo dei gessi

Particolari all’interno del museo dei gessi

Uscendo dal Castello, si consiglia di visitare la cappella gentilizia degli Alfieri, posta sul lato nord del palazzo, con ingresso sia dall’esterno sia dall’interno.

Fu edificata nella seconda metà del ‘700 in stile “barocchetto”, dedicata al Santo Crocefisso e ricordata anche come Oratorio della Santa Sindone.

Qui la madre di Vittorio Alfieri, che amava trascorrere le estati nel castello, chiese ed ottenne che vi si potesse celebrare la messa. Oggi la cappella è nuovamente sconsacrata.

Informazioni utili

Orari: dalle 10.30 alle 18.30 dal lunedì alla domenica
Giorno di chiusura: martedì
Telefono: +39 0173 66117 7 /+39 3355652312 (Sig. Carlo Sacchetto)
E-mail: info@amicidelcastelloalfieri.org
Sito: amicicastelloalfieri.org

Ingresso:
intero € 4.00
ridotto € 3.00 (gruppi superiori a 10 persone e visitatori ultrasessantacinquenni)
ridotto € 2.00 per scolaresche
gratuito fino a 14 anni e Maglianesi residenti
Pass Castelli Expo 2015: € 20.00 (accesso ai musei di Magliano, Serralunga, Barolo, Grinzane e Roddi)

Il biglietto di ingresso comprende la visita a:
Museo dei Soffitti in gesso
Teatro del Paesaggio di Langhe e Roero
Cappella gentilizia del ‘700

Fonti: si ringrazia l’Associazione Culturale Amici del Castello Alfieri

Crediti Foto: Federico Carpino

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