Alta Langa

Torrone Minetto Pregio d'artigianato

Laboratorio Artigiano a Pezzolo Valle Uzzone

Torrone Minetto Pregio d'artigianato

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Chiusura

Vacanze

Il torrone Minetto nasce come arteria secondaria nella vita di Carlo Minetto, enologo presso una cantina di Santo Stefano Belbo dal 1976 al 2014, ed abitante di Pezzolo Valle Uzzone dove risiede anche il suo laboratorio artigiano.

Da hobby a professione

Dal 2000 si dedica in maniera professionale sia al vino che al torrone; a quest’ultimo si era approcciato già anni prima, ma solamente come hobby.

Un hobby che ha portato alla produzione di un torrone che ha valicato i confini regionali, statali e poi continentali arrivando a deliziare i palati fino alle Americhe.

Intreccio di mestieri laborioso ed a tratti ostico, in quanto il periodo delle vendemmia, quella del Moscato a settembre, combacia con l’inizio della “stagione” del torrone in preparazione per le feste natalizie.

Festina Lente: affrettati ma con calma

Rispetto ad una produzione di tipo industriale, quella artigianale del torrone Minetto è molto lunga, fino ad otto ore: la lavorazione ha inizio verso le 7 di mattina e si conclude al vespro, alle 18.

La cuocitura avviene infatti a bagno maria e non a vapore secco.

Vengono poi composte le forme ricoperte di ostia, tagliate e subitamente confezionate con pellicola trasparente, termosaldate e termoretratte in quanto il dolce è suscettibile alle temperature ed all’umidità: il rischio è che la pasta diventi molle.

Viene infine conservato in cella frigorifera ad una condizione termica di 7-8 gradi.

I metodi di conservazione utilizzati preservano al meglio la qualità del prodotto

La confezione in plastica alimentare, unica alternativa valida ad oggi che permette al torrone di non venire a contatto con l’aria e l’umidità, non ne altera in alcun modo il gusto.

La conservazione è a lunga scadenza, fino ad un anno, in quanto essendo il torrone un prodotto molto dolce, non rischia l’insediamento di muffe.

Da qualche tempo il torrone Minetto è diventato anche un gusto di gelato nella gelateria Leccalecca di Irene Cuneo a Savona.

Una storia che
inizia nel 1980

in Pezzolo Valle Uzzone

Un piccolo laboratorio per un grande prodotto e... un maiale!

La storia del Torrone Minetto ha un principio insolito, si riconduce ad un animale, un mammifero per la precisione: un maiale.

Agli inizi degli anni '80 infatti da Piana Crixia, nella provincia di Savona, scavalcando la collina dalla casa del signor Carlo, arriva un amico di famiglia per uccidere il suino e farne del salame.

Giunge in ritardo però, verso le 9 di mattina, giacché stava facendo il torrone per la festa annuale e storica che si tiene proprio a Piana Crixia.

Carlo, da sempre incuriosito sulle metodiche messe in atto per la produzione di questo dolce, coglie l'occasione e ne richiede allora la ricetta per tentare finalmente di riprodurla.

L'amico però, consapevole della difficoltà iniziale e della lunghezza delle procedure, si propone di aiutarlo insieme ad altri conoscenti il giorno dopo. E così fu.

Da quel giorno Carlo, una volta all'anno, si prodiga nella sua realizzazione e nel tempo affina la tecnica.

Se all'inizio era un prodotto generato molto artigianalmente, sulla stufa a bagno maria, e veniva consumato in famiglia e fatto assaggiare agli amici, per Carlo assume poi sempre più rilevanza tanto da costruirsi una prima cuocitrice per minimizzare i tempi di cottura.

Per fare il torrone difatti occorre far cuocere l'albume d'uovo battuto a neve ed il miele, continuando a mescolare ed amalgamare l'impasto per ore, facendolo indurire.

Viene quindi in soccorso la cuocitrice: un recipiente in cui una pala girevole mescola il composto a bagno maria, di modo che il dolce cuocia ma non entri mai in contatto eccessivo con la fiamma. La conseguenza sarebbe altrimenti una colorazione più scura del torrone.

Siamo all'alba del 2000 ed il signor Minetto decide di ristrutturare casa anche in funzione di questo dolce, che ormai piacevolmente ingombra un luogo  importante nelle sue occupazioni e necessita, di rimando, anche un corrispettivo nello spazio fisico.

Nasce ufficialmente quindi il laboratorio del famoso torrone Minetto.

Il frutto di questo lavoro piace, soddisfa il creatore ed i clienti. Il signor Carlo progetta e fa assemblare una nuova cuocitrice di dimensione adeguata che consente la preparazione di 40 chilogrammi di composto a giornata. Scelta che comporta un grande risparmio trattandosi di un macchinario dai costi molto elevati.

L’ apparecchiatura è utilizzata ancora adesso, dopo 22 anni, sintomo di come fu ben concepita.

La buona riuscita della dedizione, del desiderio del e nel fare, è sancita e sigillata dall'arrivo del torrone Minetto in via Montenapoleone a Milano, in diversi paesi in Europa ed in Canada. Senza alcuna fiera, mediante unicamente il passaparola.

Arrivando ai giorni nostri il signor Carlo a fine 2019 inizia a maturare il proposito di chiudere l'attività. Non per una diminuzione del fatturato ma perché per lui, che di impasti ne ha ormai portati a termine in ampia misura, il lavoro comincia a risultare troppo impegnativo.

È così che entra in gioco la figlia, che impedisce la vendita della cuocitrice, oggetto simbolo di questo viaggio, ed in tempo di pandemia prende le redini ed il testimone dell'operato paterno ed una parte dei noccioli in usufrutto gratuito.

 

Prodotti

Ingredienti scelti con il massimo scrupolo permettono la creazione di un prodotto di raffinata qualità

Gli ingredienti del torrone artigianale Minetto sono pochi, ma tutti selezionati con attenzione:

  • nocciole tostate 48%
  • zucchero
  • miele (origine italia- Piemonte)
  • albume d’uovo
  • ostia (fecola di patate, acqua, olio di oliva)

Il torrone Minetto è infatti speciale per la cura certosina dedicata alla sua preparazione nel piccolo laboratorio e la scelta minuziosa dei prodotti a monte.

Il miele deve essere di acacia finissimo, chiaro. Altre tipologie di miele non posseggono le caratteristiche adeguate in quanto o troppo amare o inadatte alla colorazione opalescente che si vuole donare al prodotto.

Il miele regala al torrone una rotondità insostituibile: per questo il signor Carlo è deciso, nonostante l’inevitabile aumento dei costi, a non sostituirlo con lo zucchero, nonostante in questi ultimi anni si sia riscontrata una carenza di miele dovuta al cambiamento climatico.

Son poi fondamentali le nocciole, nota nodale ed insostituibile. Se si sosta all’interno del laboratorio Minetto l’importanza di questo frutto emerge esplicita: osservando attraverso le zanzariere ai vetri delle finestre, si distingue immediatamente il profilo ondoso dei rami dei noccioli che tentano di addentrarsi anche in azienda.

Noccioleti che compiono 45 anni e che generano frutti che si sono ben formati con il passare delle molte stagioni che le loro radici hanno assorbito.

Le nocciole vengono poi sgusciate e messe sotto vuoto per essere utilizzate in più tempi.

Non vengono aggiunti aromi naturali o additivi vari, anche se consentiti.

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Barra di torrone Minetto

Torrone Minetto

Torrone

Artigianale, ricetta tradizionale
€ 6.80 – € 45.70 INCL. IVA

Il torrone: ricordo d'altri tempi

Tutti i bambini degli anni '80 aspettavano il torrone quando arrivava a casa il papà, poiché tutte le piazze dove c'era una festa ospitavano d'obbligo anche il torronaio.

Lunghi pezzi quadrati venivano esposti sulle bancherelle, scelta la dimensione si rompeva il pezzo, infine pesato e venduto a scaglie.

Torrone Minetto

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