Moscato d’Asti DOCG

(d.o.c.g. D.P.R. 28/11/1993 – d.o.c. D.P.R. 09/07/1967)

Grappolo di Moscato d'AstiIl Moscato d’Asti e Asti spumante, pur facendo parte della medesima DOCG e derivando ambedue dall’uva Moscato bianco, sono due vini diversi: il primo non è uno spumante, secondo è, invece, uno spumante. Succede, a volte, che siano confusi.

Infatti il Moscato d’Asti, non subendo la presa di spuma, è caratterizzato talvolta da una lieve frizzantezza naturale (si dice che è “vivace”) oppure è tranquillo. Il disciplinare prevede entrambe le possibilità.

Storia

Il Moscato bianco è un vitigno molto antico, orginario dal bacino orientale del Mediterraneo ls cui diffusione, probabilmente, è dovuta al gusto dolce quando appassiva.

A partire dal Trecento, il vino dolce aromatico divenne molto ricercato, e grazie principalmente ai commerci che Venezia aveva nel Mediterraneo orientale si diffuse nella penisola italiana con il nome di “vino greco”.

Nel 1511, l’uva è citata come “Muscatellum” negli statuti di La Morra, e nel 1597, sono richieste talee di Moscato alla comunità di Santo Stefano Belbo da parte del duca di Mantova.

Giovan Battista Croce, milanese, si trasferì in Piemonte alla fine del XV secolo, gioielliere del Duca di Savoia Carlo Emanuele I, può essere considerato, secondo Renato Ratti, il fondatore della branca enologica piemontese che ha dato origine ai vini dolci, aromatici e poco alcolici tra i quali primeggia il Moscato d’Asti.

Il moscato è sempre stata l’uva per il vino della festa e delle occasioni conviviali, adattandosi molto bene a fine pasto in abbinamento con i dolci.

Il disciplinare

Il disciplinare di produzione prevede che il Moscato d’Asti, all’atto dell’immissione al consumo, risponda alle seguenti caratteristiche:

Limpidezza

Brillante.

Colore

Paglierino più o meno intenso.

Odore

Caratteristico, fragrante.

Sapore

Dolce, aromatico, caratteristico, talvolta vivace o frizzante.

Titolo alcolometrico volumico complessivo minimo: 11%, di cui svolto compreso nei limiti dal 4,5 al 6,5%;

Acidità totale minima: 5 per mille;

Estratto non riduttore minimo: 15 g/litro;

Pressione e CO2 fino a 1,7 bar.

Testi tratti da “Albo Vigneti 2009” della Camera di commercio di Cuneo