Sommariva del Bosco

Il paese vecchio è disposto ad anfiteatro attorno al castello; caratteristiche le viuzze del borgo medioevale.

Di notevole interesse storico-architettonico è la barocca parrocchiale dei Ss. Giacomo e Filippo, fatta erigere dagli Acaja, cui si appoggia il campanile alto più di 30 metri. All'interno si possono ammirare numerosi affreschi del Morgari.

Sulla strada per Caramagna, interessante il Santuario della Beata Vergine di San Giovanni, costruito intorno al 1600, là dove era preesistente un pilone votivo citato fin dal 1424. Ricco di opere d'arte e di ornati, annovera una statua lignea di Stefano Maria Clemente del 1828 e quadri dell'Operti. L'agricoltura di Sommariva Bosco è prospera e, mentre sulla collina primeggia la vite, la pianura è prodiga di frutteti, di orti e di allevamenti.

Storia

Sommariva Bosco compare sui documenti sin dal 1059, quando Riccardo de Summaripa vende una porzione del territorio all'Abbazia di Santa Maria di Caramagna.

Più volte dei Roero e dei Savoia, nel 1733 è dato in dono ai marchesi Seyssel, ora proprietari del castello e del parco.

Sommariva Bosco com'era

E situato alle falde di una piccola collina che costeggia la strada provinciale a ovest d'Alba, e le case sono disposte in parte sui colli circostanti e stanno a guisa d'anfiteatro intorno ad altro poggio, sulla cui vetta sorge un castello delizioso, con attigua la parrocchiale, che sta sotto l'invocazione dei Ss. Giacomo e Filippo; è assai vasta e di moderna costruzione. Il santuario della Vergine di San Giovanni è uno dei più rinomati del Piemonte. Ed uno dei più belli ed ampli del Piemonte è anche il suddetto castello dei marchesi d'Aix e Sommariva, il quale contiene una ricca e scelta biblioteca di opere classiche antiche e moderne. Le sei contrade principali del paese vanno a mettere capo nella piazza nel centro. Ospedale, Ospizio delle fanciulle orfane, Asilo infantile. Cereali, legna, bestiame bovino, fabbriche di calce e di laterizi, torcitoio a vapore per la seta.

Cenni storici. — Ebbe il nome di Sommariva per la sua posizione. Il conte Umberto II di Savoia l'assegnava nel secolo XI alla chiesa d'Asti. Fu tenuto in feudo da una famiglia che dallo stesso luogo prese nome. I signori di Lucerna lo vendettero nel secolo XIII all'abbazia di Susa. Passò ai principi d'Acaia, che nel 1361 lo cedettero ai Malabaila. Nel secolo successivo Carlo di Savoia lo cedette al fratello Renato, detto il gran Bastardo. Appartenne successivamente ai marchesi d' Urfè, ai marchesi Seyssel d'Aix ed a quelli di Saluzzo, che se ne impadronirono nel 1496.

Uomini illustri. — Nacque fra gli altri in Sommariva del Bosco Bartolomeo Braida, legista e poeta assai stimato a' suoi tempi, e creduto dal Quadrio identico a Bartolomeo Abrato, grande amico del Marino, e di cui abbiamo alle stampe parecchi componimenti poetici. Vi ebbero inoltre i natali : il teologo G. A. Alasia, professore di geometria e poi d'etica, autore di un'opera di morale in nove volumi molto stimata ; monsignor N. Abrate, eletto nel 1848 da Pio IX ad amministratore apostolico della diocesi di Terni, e morto l'anno seguente ; e il teologo Giovanni Parato, dottissimo professore di teologia morale nella R. Università di Torino.

Coll. elett. Cuneo III (Alba) — Dioc. Torino — P2 T. e Str. ferr. Brà-Carmagnola.

Gustavo Straforello - Torino 1891 – La patria. Geografia dell’Italia. Provincia di Cuneo – Volume 1