Santa Vittoria d’Alba

La posizione di Santa Vittoria è, di per se stessa, un invito a salirci: lo scenario si apre sulle lunghe e meravigliose colline delle Langhe e del Roero. Il paese è contraddistinto dalla merlata torre medioevale e, nella valle, dall'importante insediamento industriale della Cinzano. Della presenza romana resta il Turriglio, rudere a pianta circolare del II secolo d.C..  Nel paese sono da visitare la parrocchiale dell'Assunta con un bel coro ligneo e la Confraternita di San Francesco, che presenta affreschi attribuiti a Giovanni Canavesio.

Santa Vittoria d'Alba com'era (1279 ab)

Sta in colle, bagnata dalla Mellea e dal Tanaro, a 7 chilometri da Brà, con parrocchiale dell’Assunta di recente costruzione ed antico castello di forma oblunga e quasi semicircolare, con una torre medioevale, ora della R. Casa. Congregazione di carità, Asilo infantile e due Opere pie. Cave di gesso, bozzoli ottimi e riputatissimi vini ; grossa fabbrica di vermouth Cinzano.

Cenni storici.  V’ha chi pretende che Santa Vittoria pigliasse nome dalla vittoria diStilicone sopra Alarico. Spettò dapprima ad una famiglia che da essa denominavasi e pervenne quindi alla chiesa d’Asti, il cui vescovo la diede ai Pilosi, mancati i quali verso il 1363, pervenne ai Romagnani. Il vescovo d’Asti G.  Todone, nizzardo, ne investì il procuratore generale Caissotti di Nizza, i cui discendenti la legarono all’Ospedale di Torino col castello, che divenne poi proprietà di re Carlo Alberto.

Coll. clett. Cuneo III (Alba) — Dioc. Alba — P1 a Bra, T. e Str. Ferr. Alessandria-Cavallermaggiore

Gustavo Straforello – Torino 1891 – La patria. Geografia dell’Italia. Provincia di Cuneo – Volume 1

Storia

Il paese deve il suo nome alla vittoria dei romani (402 d.C.) su Alarico, re dei Visigoti: nelle nebbie mattutine i Barbari, scambiando la ripetitiva geometria dei pali delle viti con la regolare simmetria delle lance dell'esercito romano, rimasero confusi e furono facile preda dei romani.

Nel medioevo la collina di Santa Vittoria, in posizione strategica, attirò le mire del Comune di Alba, che riuscì a strapparla alla città di Asti dopo una lunga guerra. In seguito il territorio passò ai Visconti di Milano e verso la prima metà del 600 a Carlo Emanuele I di Savoia.