Neviglie

Ubicato sulle colline fra Neive, Mango, Treiso e Trezzo Tinella, Neviglie è un piccolo comune delle Langhe Occidentali.

Terra di Moscato, Dolcetto e Barbera, il borgo di Neviglie conserva una splendida pala d’altare del pittore rinascimentale Macrino d’Alba.

Possiede un delizioso centro storico medievale ben restaurato e, grazie alla sua posizione elevata, gode di un’invidiabile vista panoramica sulle colline circostanti.

In questo paese si avvicendano ricordi e storia, fascino di antiche chiese e silenzi dettati da saggezza misteriosa, rotti malapena dal rumore dei trattori che lavorano alacremente nei filari.

Daniela Bosca, Turista in giro per Neviglie

Le vie del centro di NeviglieIl centro storico di Neviglie, recentemente ristrutturato, merita una passeggiata fra chiese e antiche abitazioni rurali. La posizione panoramica del paese, offre inoltre la possibilità di godere di un panorama eccezionale sulle Langhe e sulle sue colline coltivate a vitigni.

Neviglie com'era

Nevigliè (777 ab.). - Sta in pianura, a destra del torrente Tinella e a 9 chilometri da Alba. Congregazione di carità. Granaglie, viti, pascoli.

Cenni storici. — Nel 1217 Nevigliè si diede al comune d'Alba e appartenne in seguito alla famiglia dei Guttuari d'Asti, che nel 1449 lo venderono ai marchesi di Busca.

Collegio elettorale Cuneo III (Alba) — Diocesi Alba — P in Alba, T. a Neive.

Gustavo Strafforello - La patria. Geografia d’italia. Provincia di Cuneo – Volume 1 – Torino 1891

La collina di Neviglie fu cara anche allo scrittore albese Beppe Fenoglio, che durante il periodo partigiano fu ospite in una casa vicina al paese. Nell’opera di Fenoglio cenni a Neviglie si trovano nel Partigiano Johnny, ma è nel racconto Il trucco, che il borgo e la campagna circostanti a Neviglie fanno da sfondo alla narrazione di eventi partigiani:

Gli irrequieti uomini di René presero un soldato in aperta campagna e lo rinchiusero nella stalla di una cascina appena fuori Neviglie.

Beppe Fenoglio, Il trucco

La Storia

La Nave sulle colline

Neviglie possiede uno degli stemmi comunali più particolari delle Langhe.

Osservandone la bandiera efficiata con una imbarcazione a due vele fornita di remi, si potrebbe facilmente credere che il nome del paese derivi dal tardo latino navilium, «nave», ricercando così nel passato del borgo una inverosimile tradizione marinara.

In realtà è probabile che il termine Neviglie, indicato anticamente con i nomi di Nevileis, Nevilleis, Neviglis, derivi dal toponimo con cui si indicavano le nuove fondazioni, le Novae Villae, poi passato a Neviglie dopo le invasioni Saracene.

Una lunga storia medioevale

Neviglie ha una lunga storia medievale risalente a prima dell’anno Mille, quando fu compresa nei territori che l’imperatore tedesco Ottone aveva assegnato al marchese Aleramo.

Nel 1142 i discendenti di Aleramo si spartirono le terre e Neviglie venne inserito nel contado di Loreto. Contado che nel 1192 passò a Manfredo di Lancia, figlio di Guglielmo marchese di Busca.

La politica dei marchesi di Busca era quella di dividere le loro proprietà in tanti piccoli feudi familiari, cui richiedere tasse e amministrazione. Neviglie passò così sotto il controllo dei De Revello e dei De Montaldo Scarampi.

Contesa da Alba ed Asti

Al centro delle contese che sorsero fra Alba ed Asti, gli abitanti di Neviglie furono dapprima annessi fra i cittadini albesi, per poi passare, dopo la sconfitta di Alba del 1275, sotto il dominio di Asti. Il comune astense concesse Neviglie in feudo ai Guttuari De Castello, ai Marenghi e ai Lorenzi.

Quando i Visconti divennero padroni di Asti, nel XV secolo, il borgo fu inserito all’interno delle doti che Gian Galeazzo Visconti preparava per le figlie Violante e Valentina. Ma guerre di attribuzione fra i Visconti e i duchi di Monferrato lasciarono intatto il potere dei piccoli feudatari sul borgo.

Lo splendore

Dopo che Andrea di Busca nel 1449 acquistò Neviglie dai Guattari, vi mise a capo in qualità di conte il figlio Giovanni Gaspare.

Questi divenne in poco tempo il più potente feudatario della zona espandendo la sua influenza sui comuni adiacenti di Neive, Trezzo, Mango e Cossano.

Fu lui il committente della pala del Macrino che oggi orna la chiesa parrocchiale di San Giorgio.

Giovanni Gaspare riuscì ad avere potere illimitato sui su domini e a renderli possedimenti ereditari. Nel 1631 i Busca, dopo quasi due secoli di dominazione, cedettero i loro diritti su Neviglie ai Duchi di Savoia.