Montelupo

Montislupi o Monslupus,  ovvero Montelupo, è un borgo di origine duecentesca che sorge a circa 10 km da Alba, appena passato Diano, in direzione di Bossolasco. La posizione privilegiata del paese, costruito al culmine di un’alta collina fra due strette valli, lo rende una terrazza panoramica di ineguagliabile bellezza. Ad Est, Montelupo si affaccia sulle colline di Rodello, Borgomale e Lequio Berria, di cui osserva l’aspetto selvaggio ed isolato.

Dall’altra parte, in direzione Nord-Ovest, la vista spazia sui castelli di Grinzane Cavour, Castiglion Falletto e Serralunga d’Alba. E, sorvolando le famose colline di La Morra, Barolo e Monforte, nelle giornate più limpide può spaziare fino all’arco alpino occidentale dove svettano il Monviso, il Monte Rosa e il Cervino.

Montelupo deve il suo particolare nome ad un’antica leggenda secondo la quale il luogo dove si trova era un tempo abitato dai lupi. Fatto non inverosimile visto che, anticamente, le Langhe erano ammantate da  fitte foreste che costringevano gli uomini a stringersi attorno alle mura delle città. Oppure ad edificare in pianura, lungo le più facili vie di comunicazione.

Un paesaggio mozzafiato

Come un balcone naturalmente affacciato sulla pianura piemontese, lo sguardo abbraccia uno spazio sconfinato che, attraverso quinte collinari successive e lontane foschie, sfuma verso la corona delle Alpi, su cui spicca in tutta la sua imponenza il profilo inconfondibile del Monviso.

Oreste Cavallo,  Escursioni: le Langhe, Cierre ed., Verona 1999

Montelupo è noto soprattutto per le sue qualità paesaggistiche. Giungendo da Diano, oppure salendo da Alba per le ripide vie laterali di Corso Cortemilia, se ne può ammirare la posizione elevata e dominante le colline circostanti. I campanili delle due chiese del centro, svettano a Sud su ripidi e curatissimi vigneti. Mentre in direzione nord occidentale, vegliano su  pendenze più dolci, che permettono la cultura del grano, del girasole e di alberi da frutto.

«Villaggio dal nome fosco e di aspetto ridente», come lo definiva Francesco Rosso, lodandone il silenzio e la posizione. «In cima al colle tornito in lente curve, col piccolo cimitero quasi in verticale e la chiesina barocca affacciata sul verde opaco dei castagneti e delle forre».

Ma Montelupo non è meta di esplorazioni panoramiche soltanto. Agriturismo ed enogastronomia offrono eccellenti distrazioni, moltiplicando in questi anni gli sforzi per garantire qualità ed offerta. La tranquillità del borgo, la sua vicinanza ad Alba e la posizione strategica fra l’alta e la bassa collina, fanno di Montelupo un luogo ideale dove stabilire la propria base d’appoggio per la visita delle Langhe

Dall'alto medioevo ad oggi, la storia di Montelupo è scandita da quella delle sue chiese. Prima la cappella agreste di Santa Maria dell'Oriolo, nucleo originario della Comunità di Montelupo Albese. poi la parrocchiale vecchia, edificata con la nascita della villanova di Montislupi. Infine la parrocchiale settecentesca di Maria Vergine Assunta, che ha subito rimaneggiamenti fino a pochi anni fa ed è tutt'ora il centro della Comunità.

Montelupo Albese com'era

Montelupo Albese (654 ab.). — In giacitura montuosa, a 3 chilometri da Diano d'Alba, con parrocchiale e Congregazione di carità. Cereali, frutta e molto vino.
Cenni storici. — Appartenne ai Costanzi, nobili d'Alba, dai quali passò ai Prati monferrini, e quindi, con titolo di contea, ai Malvasi di Finale, ai Rangoni-Malherba d'Alba, ai Cappellini di Mondovì, e per ultimo ai Faussoni.

Coll. elett. Cuneo III (Alba) — Dioc. Alba — P2 a Diano d'Alba, T. in Alba.

Gustavo Strafforello - La patria. Geografia d’italia. Provincia di Cuneo – Volume 1 – Torino 1891

La storia

La storia di Montelupo è storia tutta medioevale e comincia nel XII secolo giusto fuori dal suo attuale centro abitato. Precisamente nella borgata del Riolo, detta anticamente Oriolo: un gruppo di cascine tra Diano e Sinio costruite sulla cima di uno sperone collinare che domina sulla Valle Talloria.

Qui a metà del XII secolo, sorgeva una villa con castello da cui era facile controllare e difendere le vie che da Alba portavano verso il mare: quella di fondovalle (l’attuale Strada della Caudana) anche quella che passava in quota, attraverso Diano. [1]

Le origini: la Borgata dell’Oriolo

La borgata dell’Oriolo era importante perché rappresentava i confini dei possedimenti meridionali di Alba in un territorio esposto alle infiltrazioni astigiane.

Per questo gli albesi in epoca comunale si preoccuparono di estendere il loro controllo sul Riolo, garantendo la cittadinanza ai signori che la possedevano. Sul bricco del Riolo venne edificata anche la prima chiesa di Montelupo, dedicata a Santa Maria dell’Oriolo, che fino al ‘200 funse anche da parrocchia campestre per la nova villa di Montelupo.

La fondazione

È solo agli inizi del XIII secolo, infatti, che veniamo a conoscenza dell’esistenza del paese di Montelupo, segno che la sua edificazione è da collocarsi in quel movimento di espansione cittadina che nel ‘200 portò alla costruzione di nuovi borghi e paesi in zone prima disabitate.

Il luogo chiamato anticamente Monslupus fu scelto per rifondare la borgata del Riolo, forse per ampliare il controllo di Alba sulla zona o in seguito alla «caduta del castello» dopo le guerre con Asti, come racconta lo storico Giovanni Battista Pio, nel 1920. Comunque sia, attorno alla metà del XIII secolo, le cronache medioevali riportano l’avvenuta edificazione della villanova di Montelupo.

Costruita su base monoassiale come molte delle nuove edificazioni duecentesche, cioè attraversata da un’unica via attorno alla quale si sviluppa concentricamente il paese, Montelupo era probabilmente dotata di un castello nella sua parte più alta e di una torre di avvistamento, come testimoniano i nomi della piazza centrale (Piazza Castello) e quello delle località di Torretta Soprana e Torretta Sottana.

Dai Monferrato ai Rangone

Nel 1283, Montelupo passa con Alba sotto la protezione del marchese Guglielmo VII di Monferrato: comincia l’epoca signorile e il paese viene di volta in volta ceduto ai vari potentati del Nord Italia.

Dal XIV al XVI secolo passa prima ai Gonzaga e ai conti Mombaruzzo, poi ai Malvasia e ai conti Rangone, alla fine del 1600. Ed è sotto questa casata che Montelupo dona i natali agli architetti Carlo Francesco Rangone e il figlio Carlo Emanuele, famosi per aver progettato numerosi edifici religiosi in giro per le Langhe.

I Savoia

Con il Trattato di Cherasco del 7 aprile 1631 che pone fine alla guerra di successione per il ducato di Mantova (cui spettava anche il Monferrato con Montelupo ed Alba), i duchi di Savoia ottengono il controllo del Piemonte Sud-Occidentale e la storia di Montelupo si lega a quella della casata che porterà all’unificazione d’Italia.


[1] Castrum et villam come si legge nel primo documento da noi conosciuto circa il comune di Montelupo Albese, datato 1157. Monumenta Aquensis Historiae, Torino 1789, Pars. I, pp. 59-60 e Pars. II, pp.639-40.