Castellinaldo

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Veduta del comune di Castellinaldo

Veduta del comune di Castellinaldo

Alla cima di una collina, il paese si riconosce per il massiccio castello che domina la vallata. In epoca romana era una stazione importante della strada militare, la via Fulvia, che collegava Valenza ed Asti con Pollentia. Un diploma imperiale del 1014 a favore dell’Abbazia di S. Benigno di Fruttuaria conferma al monastero canavesano il possesso di Castellinaldo, citato con il nome di “Castrum Aynaldi”, perché infeudato alla famiglia Ainaldi. Da qui il nome del paese, il cui feudo passò successivamente ai Malabaila, poi ai Damiano del Carretto, quindi ai Marchesi Faussone di Clavesana e infine ai Conti Ripa di Meana, attuali proprietari.

Nella parte alta, a seguito dei restauri operati ed ancora in corso, si caratterizza per i bei colori delle case, che creano atmosfere antiche. Interessante la chiesetta a struttura tardo romanica di S. Servazio, posta sulla sommità del colle omonimo.

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Castellinaldo com’era

Castellinaldo (1573 ab.). Sul pendio di un colle, cinto da colli minori e bagnato dal rivo della Madonna delle Aje, a 5 chilometri da Canale. Parrocchiale di San Dalmazzo e Congregazione di carità. Nebioli rinomati e fabbrica di laterizi.

Cenni storici.  È rammentato nel diploma imperiale di Arrigo I del 1014. a favore dell’abbazia di San Benigno di Fruttuaria, ed al tempo dei Romani esisteva già lungo la via militare da Valenza ad Asti, come mostra la tavola Teodosiana. L’ebbero poi i conti Ainoldi, che gli diedero il proprio nome, e questi estinti passò ai Malabaila, gentiluomini astesi, ed ai Damiani Del Carretto col titolo di conti.

Coll. elett. Cuneo III (Alba) — Dioc. Alba — P2 ivi, T. a Canale.

Gustavo Strafforello – La patria. Geografia d’italia. Provincia di Cuneo – Volume 1 – Torino 1891

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