Cassinasco

Vista dalle vigne del comune di Cassinasco

Vista dalle vigne del comune di Cassinasco

E' la porta della Langa Astigiana. Qui salgono a piedi i pellegrini dal Belbo e dal Bormida per una visita al Santuario dei Caffi, singolare chiesa dal vago aspetto orientale che domina la cresta panoramica verso Loazzolo, ma qui arrivano anche i gourmets di mezza Italia, attirati dalla qualità di piatti d'eccezione e da vini di pregio.

Gli scarsi lacerti di affreschi che ancora appaiono nella cappella di Sant'Ilario si affiancano senza soluzione di continuità ai prodotti di uno degli ultimi turuné delle colline, il "mitico" Faccio che non manca mai a una fiera o a una festa nelle piazze di tutti i paesi.

Cassinasco - Torre dell'antico castello

Cassinasco - Torre dell'antico castello

Cenni Storici

Pare che il paese debba la sua prima origine ad una tribù di Liguri. Ma anche i Romani hanno lasciato il loro segno, soprattutto dall’accenno alle cassinae, le stalle dove si tenevano le bestie e si faceva il caseus, il formaggio, che è rimasto nel nome del borgo.

Nell’Alto Medioevo il paese si sviluppò e acquistò il suo attuale profilo, per poi passare nel corso degli anni in mano agli Astigiani, agli Alessandrini, alla casa di Monferrato, agli Sforza.

Nel 1615 il villaggio fu saccheggiato e bruciato dai francesi: la furia militare portò all’abbattimento del castello, di cui pare che siano rimaste - oltre alla torre - solo alcune lunghe gallerie sotterranee. Il paese divenne poi possesso dei Savoia.