Canelli

La tradizione enologica di Canelli è consolidata da tempo. C’è chi dice che furono i Liguri a impiantarvi le prime vigne, chi invece “dà la colpa” ai confinanti politici dei Romani. Comunque già nell’anno Mille la viticoltura era ampiamente praticata.

Canelli è la capitale dello spumante e attorno al Castello Gancia che domina la città vecchia campeggiano le insegne dei più noti produttori.

Una festa in costume si tiene ogni anno il terzo sabato e domenica di giugno, per rievocare l’assedio subito da Canelli nel 1613.

Storia

Per la sua particolare posizione geografica Canelli assunse una notevole importanza fin dall'epoca romana. Verso il 961 il nome di Canelli compare per la prima volta nell'elenco delle corti regie esistenti in Piemonte.

L'influenza dei Comuni di Asti ed Alessandria divenne col tempo sempre più diretta e finì per costituire argomento di contesa. Nel 1707 Vittorio Amedeo II di Savoia estese il suo dominio a tutto il Piemonte: Canelli cessò così di essere un posto fortificato. Travagliato da continue guerre, che più volte avevano distrutto tutte le fortificazioni e il castello, subì l'ultima distruzione nel 1617 ad opera del marchese di Mortara che, nell'abbandonare Canelli a causa dell'avanzata delle truppe di Carlo Emanuele I, rase completamente al suolo il castello e le fortificazioni. Il castello fu ricostruito dopo il 1706 ad opera dei conti Galeani, i quali lo riedificarono sulle rovine del vecchio.

In seguito alla dominazione francese e all'abbattimento delle barriere doganali tra Comune e Comune, si avviò per Canelli un periodo proficuo per il commercio dei vini; infatti all'inizio dell'Ottocento sorsero le prime cantine vinicole e verso il 1830 i vini canellesi cominciarono a conquistare i mercati stranieri.