Monumento Pian Garombo

Pedalate partigiane #6 – Tra Langa e Alta Langa

In occasione della ricorrenza della festa di Liberazione voglio proporre un giro un po’ più lungo delle precedenti pedalate partigiane, pensato per essere fatto a tappe in una giornata. Ha una struttura ad anello e partendo da Dogliani tocca i comuni di Somano, Bossolasco, Murazzano , Clavesana e Farigliano.

Può essere fatto anche da chi non sia particolarmente allenato a patto di prendersi il giusto tempo, il percorso è di circa 50 km. e presenta una prima parte in salita continuando poi tra saliscendi più in quota poco impegnativi.

Buon 25 aprile!

Partenza da Dogliani

Si lascia l’abitato di Dogliani seguendo le indicazioni per Somano e Bossolasco. La strada comincia a salire con regolarità, e per i primi 6 km è piuttosto ombreggiato.

Prima tappa a Somano

Continuando a salire, si arriva a Somano. Uscendo dall’ abitato in discesa, sulla sinistra si incontra un cartello che indica la deviazione per Colle Garombo. Qui si acquartierarono nei primi giorni del ’45 i partigiani di Giustizia e Libertà della banda “Monte Bram-Brigata valle Grana”, che erano giunti dalla pianura al comando di Giannetto Asteggiano.

A Somano aveva avuto una delle sue basi il gruppo del partigiano francese “Lulù”, Luis Chabas, la leggendaria primula rossa delle Langhe che cadrà per errore proprio per mano di una pattuglia di GL appena giunta dalla pianura.

La convivenza in quest’area di langa tra Garibaldini e GL non fu priva di rivalità e tensioni, ma vide anche numerose azioni comuni. Seguendo la deviazione in prossimità del cartello, attraverso una strada asfaltata si arriva a Pian Garombo, dove si trova una struttura polivalente ancora usata per celebrazioni e raduni legati alla Resistenza.

Monumento Pian Garombo

Parco della Resistenza a Bossolasco

Proseguendo lungo la strada asfaltata, ci si ricongiunge con la s.p. 56 che sale offrendo una vista magnifica sulle montagne e sulla pianura sottostante. Si arriva quindi a Bossolasco, nota per essere uno dei centri di produzione della nocciola Tonda Gentile delle Langhe.

Prima di entrare in paese, sulla sinistra, si sale per il parco della Resistenza, e si viene accolti da una lapide che recita “Qui vivono per sempre gli occhi che furono chiusi alla luce perché tutti li avessero  aperti per sempre alla luce”, frase di Ungaretti composta appositamente per il parco.

Seppur piccolo per estensione, è un  luogo che porta il visitatore a estraniarsi dall’ambiente circostante, ideale per una sosta di riflessione e riposo.

Parco della Resistenza a Bossolasco

Parco della Resistenza

Uscendo dal paese prendiamo la S.P.32 in direzione Murazzano. Questo tratto è quello più elevato e offre sulla sinistra un panorama molto ampio sulla valle Belbo. si affrontano diversi cambi di pendenza mai troppo impegnativi e in circa 8 km. si arriva in paese.

Arrivo a Murazzano

Oggi Murazzano è noto sopratutto per il formaggio D.o.p., tra i più antichi d’Italia, ma durante la Resistenza è stato un centro importante per il controllo delle operazioni dell’alta Langa.

Nel centro storico, in piazza Umberto I, troviamo due targhe a memoria di quei giorni. In questa piazza vennero fucilati due partigiani di 20 anni, Fausto Pezzotti e Giovani Marazzi, la sera del 2 Gennaio 1945.

Un’altra targa ricorda il famoso “Tenente Biondo” Gino Ghibaudo, ucciso dai nazifascisti alla periferia del paese nel ’44 e le cui gesta sono raccontate anche nel Partigiano Jonny di Fenoglio.

La strage di Cacciadoro

Uscendo dal paese lungo via Roma, si imbocca la S.S. 661 in direzione Belvedere Langhe. Si passa accanto alla cappella di San Sebastiano, dove una lapide ricorda un altro eccidio. Questa volta riguarda l’uccisione di civili inermi, che nulla avevano a che fare con le attività militari.

Questi i fatti: il 3 Agosto ’44 il partigiano Spartaco Ermini stava vegliando presso la cappella il corpo di un altro partigiano ucciso il giorno prima e in attesa di sepoltura. Alla vista di una colonna tedesca cercò di scappare in direzione della cascina Cacciadoro.

I tedeschi, una volta ucciso il partigiano, proseguirono verso la cascina, dove Pietro Pagliano e Angelo Giacosa erano intenti a cuocere il pane. Li accusarono di essere al servizio dei partigiani e li uccisero, dando poi fuoco alla casa e dirigendosi verso Dogliani, non prima però di aver malmenato le donne di casa.

Poco dopo accorsero altri due civili, Paolo Odello e Antonio Freddo, per prestare soccorso ai sopravvissuti. Dopo mezz’ora ritornarono i tedeschi, e uccisero anche loro due.

Verso il sacrario di San Bernardo

In prossimità di Belvedere, si lascia la statale per imboccare la Provinciale 59 seguendo l’indicazione per Clavesana.

Si inizia quindi a scendere e dopo circa 2 km si incontra un bivio che piega verso la valle, che indica la frazione Madonna delle Surie. Si imbocca la strada che porta a costeggiare la frazione, continuando a scendere per altri 2 km.

La discesa è molto bella, e permette una splendida vista sulla pianura sottostante. Presenta tuttavia alcuni tornanti che meritano attenzione. Si costeggia poi la frazione Ciri e si trova il sacrario sulla sommità di una collina.

Bastia Mondovì – Sacrario Partigiano di San Bernardo

E’ un luogo molto suggestivo, voluto alla fine del ’45 dal famoso Comandante Mauri. Lungo il viale che porta alla cappella sono riportati i nomi di circa 800 partigiani.

Verso Clavesana

Si ritorna indietro dalla stessa strada, superando di nuovo la borgata Ciri, e poco dopo si prende un bivio in direzione della frazione Ghigliani, che diede il nome ad un distaccamento della Divisione Langhe, guidato dall’allievo ufficiale Italo Gatto.

Si continua a scendere, attraversando le borgate Ferrua e San Bartolomeo, per arrivare al Tanaro in prossimità di Madonna della Neve. Qui trovò la morte Italo Gatto, bloccando al di là del ponte una colonna tedesca, dando così modo ai sui compagni di mettersi in salvo. Per questa azione Gatto venne insignito post-mortem del grado di Maresciallo. Risalendo verso destra si può andare al centro storico di Clavesana.

Ritorno a Dogliani

Superando invece il ponte si imbocca verso destra la S.P. 12 passando in prossimità della Cantina sociale di Clavesana. Si tiene la strada per circa 3km, è pianeggiante ma piuttosto trafficata, quindi richiede attenzione. Si arriva al bivio che sulla destra indica Farigliano, e ci porta sulla provinciale 9.

Attraversiamo il paese di Farigliano e qui troviamo la penultima salita del giro, breve ma ripida. Si arriva a un tratto pianeggiante, un’ultima salita e arriviamo al bivio con la S.P. 661, dove prendiamo la discesa per Dogliani.

 

 

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