Castello di Castiglione Falletto

Pedalare per Castelli – tra Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba

Uno dei motivi per cui i cicloturisti amano tanto pedalare nelle Langhe è  la molteplicità di esperienze che esse offrono: si tratta di  percorsi più o meno lunghi in grado di regalare esperienze variegate: distese di vigneti, boschi, piccoli paesi con botteghe, cantine e castelli che puntellano le sommità delle colline.

L’unicità delle Langhe è uno dei motivi che mi ha portato ad amare la bicicletta ed in particolare questo percorso ad anello: un itinerario che permette di scaldare le gambe con una partenza in pianura da Alba a Gallo Grinzane,  per poi costeggiare l’abitato di Castiglione Falletto e di procedere verso Monforte d’Alba con una salita più lieve e concludere con una lunga discesa da Roddino, passando per Serralunga d’Alba, sino, nuovamente, ad Alba,

Castiglione Falletto

Castiglione Falletto

Partenza: Alba-Castiglione Falletto

Partendo da Alba, la pedalata si avvia in direzione Gallo di Grinzane Cavour.

Attraversato il paese del Gallo e la frazione Uccellaccio si svolta a sinistra all’altezza delle Cantine Terre del Barolo. Da qui  la strada inizia a salire dapprima dolcemente per poi affrontare un paio di tornanti stretti, ma in ombra grazie al riparo offerto dalle piante a bordo strada.

Si apre davanti agli occhi ed un po’ a sorpresa, la prima vera vista sulle Langhe: vigneti ordinati a perdita d’occhio ed in lontananza gli abitati di Diano d’Alba, Montelupo Albese e Rodello.

Proseguendo compare arroccata la torre del castello di Castiglione Falletto.

Vista sulla strada da Monforte a Roddino (foto di Federico Carpino)

Da Roddino a Monforte d’Alba

Arrivo a Monforte d’Alba

La prossima tappa è Monforte d’Alba. La salita procede liscia e le gambe girano agevolmente. Non è necessario infatti un allenamento specifico per affrontare questi tratti.

Il panorama che si gode raggiungendo il paese è suggestivo in ogni stagione, raggiungendo  il suo apice in primavera ed in autunno.

Monforte , strettamente legato alla tradizione di produttori di Barolo e meta ideale per gli enoturisti, ha una storia legata all’eresia dei Càtari

Visitare il paese oggi significa camminare per le vie alla ricerca di ristoranti, locande e dimore di charme: i gusti che si incontrano qui vanno sanno soddisfare i palati più esigenti.

Vista di Serralunga - foto di Corrado Morando (pomodoroeliquirizia.com)

Vista di Serralunga d’Alba

Serralunga: castello e degustazioni

La pedalata prosegue in direzione di Roddino. La strada scende in direzione San Giuseppe per poi risalire. Alla propria sinistra il panorama di distende fino alla catena alpina. Si scorgono vicinissimo il Castello di Serralunga.

Vi consiglio di portare con voi la macchina fotografica o comunque un telefono in grado di scattare foto: se si attraversano questi luoghi nelle ore adatte e con il cielo terso, i vostri scatti potranno risultare inaspettati.

Da qui non svolteremo a destra lungo la strada che ci porta nell’abitato di Roddino, bensì all’ultimo bivio che porta al paese, terremo la sinistra e noteremo che la strada scende fino a raggiungere Gallo Grinzane.

Questa è una delle parti del percorso che prediligo: discesa e vista impagabile. Noterete subito a destra una staccionata in legno ed una chiesetta con una fontana: ristoro finale prima della lunga e godibilissima discesa di circa 6 km fino all’abitato di Serralunga.

Attraversiamo alcune frazioni  ed entriamo nel paese dove proprio nel centro è situato il castello visitabile. Con una deviazione di poche centinaia di metri ed un piccolo strappo si raggiunge la piazza dove sorge il maniero.

Questa fortificazione è una dell mie preferite.

La tenuta di Fontanafredda

La tenuta di Fontanafredda

Lungo la strada della Bela Rusin e ritorno

Si prosegue attraversando frazione Baudana e poco dopo la strada ritorna pianeggiante. Qui si affianca la tenute Fontanafredda, che fu in passato patrimonio di  Vittorio Emanuele II, primo Re d’Italia

Oltre alla  tenuta, merita una visita la Casa di Caccia della Bela Rosin. Tra queste mura di svolse la storia d’amore tra il re e la bella popolana Rosa Vercellana, diventata poi Contessa di Mirafiore e Fontanafredda.

Si ritorna quindi sulla strada percorsa inizialmente per fare ritorno ad Alba.

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