Rocca Cigliè

La Cappella di Sant’Eusebio

Rocca Cigliè

Rocca Cigliè

Cappella di Sant'Eusebio

Cappella di Sant’Eusebio

Si consiglia la visita , oltre che del centro storico di Rocca Cigliè, anche della piccola cappella dedicata a S. Eusebio.

E’ necessario parcheggiare l’auto al’incrocio tra Cigliè e Roccacigliè, quindi seguire per pochi metri una stradina sterrata per accedere, in mezzo ad un noccioleto, ai resti della chiesetta, caratterizzata dall’abside semicircolare.

Doveva trattarsi di un luogo di riparo per viandanti, data la presenza anche di un ampio porticato.

La cappella di S. Eusebio fu eretta a protezione delle epidemie di peste, documentate tra il 1570 e il 1640 in area piemontese lombarda.

Particolare fiducia era riposta nella clemenza e nella misericordia de Santi.

In quel tempo anche in Rocca Cigliè si costruirono numerose cappelle; la più antica è quella di dedicata a Sant’Eusebio, Vescovo di Vercelli.

A calce del quadro dipinto ad affresco e rappresentante la Madonna col Bambino con ai lati San Francesco d’Assisi e Sant’Eusebio Vescovo, si legge: “Bodritus pinxit anno 1619“.

Ai lati dell’altare vi sono altri due dipinti corrosi dal tempo che raffigurano a destra S. Giovanni Battista, a sinistra San Lodovico Re di Francia. Un’iscrizione ricorda essere stata detta “Cappella eretta per voto della Comunità”.

S. Eusebio venne adibita nelle varie epidemie di peste e di colera a lazzaretto; si trasportavano in essa gli ammalati per segregarli dalla popolazione sana ed impedire che il focolaio d’infezione si propagasse maggiormente.

Dopo anni di incuria ed abbandono, che hanno causato gravi danni sia alla struttura che ai dipinti, grazie alla sensibilità dell’Amministrazione Comunale e all’apporto finanziario di vari Enti (Fondazione CRC, Telecom, Provincia di Cuneo, Comune) e di privati (popolazione ed amministratori comunali) nel 2003 sono iniziati i lavori di restauro.

Il progetto ha interessato il consolidamento dei muri perimetrali, il rifacimento del tetto ed il recupero dei dipinti; la fase più importante e delicata è stata la pulitura dei degli affreschi ad opera della restauratrice Luisa Torrero che li ha riportati all’originale bellezza.

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