Castello di Cisterna d'Asti

Il castello di Cisterna d’Asti

Di notevole interesse, quale esempio di complesso castellano, ristrutturato e accresciuto nel tempo, il castello di Cisterna d’Asti mostra evidenti costruzioni d’epoche diverse.

Di questa testimonianza di composita architettura storica hanno scritto vari studiosi: Ludovico Vergano, Renato Bordone, Baldassarre Molino e altri.

La prima citazione documentaria del luogo è in un atto del 980.

Acquisito, per donazione sabauda, dal Comune di Cisterna nel 1912, dal 1980 il castello ospita il “Museo Arti e Mestieri di un tempo”.

Gli esterni

La torre quadrangolare

Osservando esternamente, sullo spigolo orientale del terrapieno del castello si eleva la torre quadrangolare, realizzata in laterizio a vista.

Probabilmente venne costruita, sostituendone una preesistente, dai signori de Gorzano dopo il 1242, allorché Giacomo e Manfredo di Loreto vendettero al Comune di Asti le loro terre cisternesi.

Secondo quanto rilevano Inzerra Bracco e Nanà Villata in un libro del 1989:

Essa ha una pianta quadrata di circa 5,80 metri di lato; i muri hanno uno spessore di circa 1,10 metri alla base e l’altezza è di circa 30 metri; l’apparecchio murario è perfetto e lo spessore medio della calce tra i mattoni è di un centimetro.

Su ogni lato sono visibili quattro aperture di grosse dimensioni con arco a tutto sesto; al di sopra di queste, si vedono quattro piccole monofore, che sembrano appartenere al primitivo progetto della torre.

Al piano del sottotetto del castello si è ancora conservata un’apertura originaria della torre, con arco esterno a tutto sesto a conci trapezoidali in laterizio. A coronamento della torre corre una fascia decorativa costituita da quattro serie di mattoni aggettanti.

Nessun indizio invece dell’esistenza nel passato di merli; in origine doveva essere coperta da un tetto, come appare nelle rappresentazioni più antiche.

La torre-porta

Pressoché coeva al mastio è la torre-porta di accesso al superiore recinto fortificato del castello cisternese.

Questo settore comprende una vasta area racchiusa, non accessibile e con pareti strapiombanti, nonché il nucleo di sommità a forma quasi quadrata.

Caratterizzano la torre-porta alcuni elementi peculiari: il portale a tutto sesto, la fascia marcapiano, la merlatura ora tamponata.

Ancora secondo Inzerra Bracco e Nanà Villata:

Di particolare interesse è la sua cornice decorativa, essa è costituita da più fasce di mattoni interposte a cornici di losanghe. Tale cornice è sormontata da merli a coda di rondine, ora tamponati e coperti dal tetto.

Questa porta d’accesso al piano dei bastioni è forse stata aperta riplasmando una costruzione più antica, forse già destinata al corpo di guardia, ma che fino all’800 si trovava in un fabbricato affiancato alla torre-porta.

Il sistema difensivo

Un altro aspetto dell’architettura castellana va evidenziato per il secolo XVI, differenziandosi notevolmente nei confronti delle abituali trasformazioni delle dimore signorili.

Tra i centri piemontesi validamente fortificati tra il 1536 ed il 1559 due soltanto risultano nel Roero: Cisterna d’Asti e Sommariva del Bosco.

Particolare cura viene adottata in questi anni nella creazione di strutture e di cinte bastionate in grado di opporsi allo sviluppo delle armi da fuoco.

L’obsolescenza dei precedenti sistemi difensivi, costituiti dal vulnerabile sistema solo cortinato, viene, per quanto possibile, risolta con aggiornate ristrutturazioni «alla moderna».

In tal senso si distinguono le fortificazioni di Cisterna, rappresentate dall’architetto militare Francesco Orologi nel suo codice Breve ragioni del fortificare del 1536-1559.

Nel trattato Cisterna è illustrata graficamente a volo d’uccello, con due bastioni e una piattaforma in muratura precedenti alla visita dell’Orologi.

Mentre nelle Memoires sur les guerres… del 1607 il Boyvin Du Villar, oltre a «Lacisterna», elenca pure Sommariva del Bosco.

Un’altra pianta della «Fortezza de La Cisterna», datata 1581, è conservata presso l’Archivio Segreto del Vaticano a Roma.

Inoltre una veduta seicentesca da ovest del complesso è dipinta al centro della grande pala eseguita nel 1664 per la chiesa cisternese di S. Giuseppe.

Castello di Cisterna d'Asti

Castello di Cisterna d’Asti- veduta aerea

Le fortificazioni cinquecentesche di Cisterna vengono realizzate in una situazione molto tormentata: prima danneggiata durante l’occupazione francese, la località è contesa tra la Santa Sede e la famiglia milanese degli Acerbo.

I duchi di Savoia appoggiano il papato; tant’é che nel 1581 il duca Carlo Emanuele I assedia con successo il castello.

Dopo questa resa e in seguito ai probabili danneggiamenti precedenti durante la grave belligeranza tra Francesi e Spagnoli, che devasta il Piemonte nella prima metà del secolo XVI, il duca sabaudo propone al nunzio apostolico il restauro migliorativo della fortezza, dando innanzitutto incarico progettuale agli ingegneri militari Domenico Poncello e Ferrante Vitelli, poi al capitano Bonforte Asinari.

Ma fin da prima, nel 1538, il castello era stato rafforzato con bastioni dai Francesi, giacché verso il 1544 vi è ospitata una guarnigione di 300 soldati con 12 pezzi d’artiglieria pesante e 20 d’artiglieria leggera.

Lo stesso Brissac, comandante delle forze di Francia in Piemonte, vi aveva inviato nel 1552 un ulteriore contingente di soldati durante le operazioni contro gli Spagnoli attestati a San Damiano d’Asti.

Due alti, poderosi bastioni in muratura sono ancor oggi ben osservabili: quello a nord-est è del secolo XVI, quello a sud-ovest risale al 1690-1694.

Il settore residenziale

Tra la seconda metà del Cinquecento ed il secolo successivo il settore residenziale del castello viene considerevolmente ristrutturato.

Anche al corpo cinquecentesco, con lo scalone doppio e relativo loggiato, sono apportate ulteriori migliorie.

La zecca

In particolare, nel 1670 e nel 1673 il marchese Giacomo Del Pozzo ottiene dal papa, a cui il luogo era sottoposto, l’elevazione di Cisterna a Principato e il diritto di coniare moneta.

Pertanto si interviene sia a sistemare la zecca al piano terra, sia ad ampliare il complesso castellano verso nord-ovest.

Tra il 1687 ed il 1690 si opera a riadeguare alcuni interni del piano nobile, con revisioni dei vani e vistosi ornamenti con stucchi di ricercato gusto barocco.

Nel 1694 viene costruito il baluardo che circonda il giardino inferiore.

Durante i secoli XVIII e XIX sono effettuate perlopiù opere di manutenzione.

I sotterranei

Dall’interno della torre-porta del castello si accede ai cunicoli, già indicati in una mappa del 1581, perlopiù articolati sotto il cortile a cinque metri di profondità.

Ai lati di quello principale si aprono sei ampie nicchie, alcune con incisioni in bassorilievo sulle pareti di fondo nella marna.

Due delle quali mostrano rappresentazioni simboliche di non facile interpretazione: in una è osservabile una croce greca pomellata al di sopra di un sole o disco raggiante, in un’altra si scorge una sorta di pesce rudimentale appeso ad una visiera.

Le testimonianze grafiche

Costituiscono una singolare testimonianza grafica, forse di fine Cinquecento, alcuni disegni tracciati sulle pareti interne, al secondo piano, del castello.

Castello di Cisterna d'Asti

Castello di Cisterna d’Asti

Tra varie scritte, grafismi e scarabocchi (viepiù sovrapposti almeno fino al 1857 ed oltre) si notano ancora in origine i seguenti soggetti: gallina, stemma, pesci, forma a guisa di nodo.

Queste “illustrazioni” (disegni preparatori o prime idee per affreschi non eseguiti, oppure divertissements?) dovrebbero essere state delineate dopo il 1581 (allorché Carlo Emanuele I di Savoia riconquistò il castello e poi lo fece in parte ristrutturare con la benevolenza papale).

Alcune osservazioni descrittive/interpretative orientano ad una fase realizzativa tra il 1581 ed il 1618.

L’arma araldica dei Savoia è nettamente delineata a indicare il casato dominante e committente (dal 1581) di lavori al castello.

In particolare, il disegno a guisa di nodo di cui non appare né il capo né la fine, rappresenta il cosiddetto nodo di Salomone.

Altri interni del castello

L’ampio salone centrale corrisponde a quella che era la corte del castello.

Sotto il pavimento v’è ancora la cisterna che probabilmente diede la denominazione al sito e quindi al paese.

Altri vani interni del complesso castellano, almeno fino all’Ottocento, erano destinati a ricercata residenza nobiliare e uno a cappella gentilizia.

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