Cappella di San Sebastiano martire

Cappella di S. Sebastiano martire – c. 1631-1656, 1715, 1930

È stata eretta tra il 1631 ed il 1656 dalla Comunità di Sinio, quale sacro edificio annesso al lazzaretto (con la dedicazione al santo martire e taumaturgo).

La cappella di S. Sebastiano era stata ubicata, in origine, ben al di fuori della denominata “porta soprana” (porta urbica non più esistente), dalla quale si entrava nella villa (l’antico borgo cinto da mura).

Si costruì anche quale sede cultuale per invocare la protezione del venerabile titolare proprio dalle epidemie pestilenziali.

La persistita devozione locale a San Sebastiano martire è pure manifestata in una delle figure dipinte nell’affresco quattrocentesco sulla facciata dell’antica residenza castellana di Sinio.

Storia

Successivamente, versando in condizioni sfavorevoli, già nel 1671 e nel 1711 i vescovi di Alba emisero rispettivi provvedimenti d’interdetto per questa cappella, prima essendo sprovvista del necessario arredo liturgico, poi per assenza di opere di manutenzione.

In seguito venne riassettata nel 1715, quale sede della Confraternita femminile delle Umiliate sino al 1891, allorché il sodalizio si trasferì presso l’altare laterale di S. Elisabetta nella chiesa parrocchiale.

La cappella ha pianta longitudinale con abside semicircolare di pari altezza alla navata e con accogliente portico arcuato nel prospetto principale.

Continuando nella sua funzionalità quale oratorio comunitario, ancora nel 1930 è stata parzialmente ristrutturata aggiungendovi un campaniletto (non più conservato).

Da allora sino agli anni ’50 del Novecento, ha ospitato la Confraternita maschile dei disciplinanti (“Battuti bianchi”) che prima ha avuto propria sede autonoma nell’oratorio della SS. Annunziata.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *