Tartufo Bianco d'Alba

La fiera nazionale del tartufo e il mercato

La Fiera del Tartufo iniziò nel 1929 come “Fiera mostra campionaria a premi dei rinomati Tartufi delle Langhe”, inserita nei festeggiamenti della Festa Vendemmiale. I tartufi, che normalmente si vendevano a 120-150 lire il chilogrammo, nel sabato di fiera raggiunsero le 200 lire, l’equivalente dello stipendio mensile di un insegnante elementare di prima nomina.

Nel 1932 la fiera era già in pieno sviluppo e l’anno successivo acquisì ufficialmente il marchio “Fiera del Tartufo“, legandosi sempre più ai prodotti tipici dell’Albese ed in particolar modo ai vini.
Sospesa negli anni di guerra, la Fiera fu riproposta nel 1945, quasi come testimonianza del desiderio degli Albesi di riprendere le antiche consuetudini. Durò tre giorni ed ebbe un grande successo: il prezzo dei tartufi era salito a 2700-3000 lire il chilogrammo, la quantità era buona e la qualità notevole.
Tra momenti esaltanti ed altri di crisi, la Fiera ha resistito sessant’anni, ha svolto un insostituibile ruolo di promozione per prodotti e territorio, ha scandito le trasformazioni della città e della sua gente, è vissuta sull’entusiasmo e la dedizione di molti, ha portato benessere, divertimento, cultura.

Consulta il programma della 86° Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba: 8 Ottobre 2016 – 27 Novembre 2016

Il mercato

Alba, con la sua fiera, ha dato prestigio e risonanza mondiale a questo fungo e ha promosso l’immagine della zona e dei suoi pregiati prodotti.

Nel suo svolgersi è quanto di più misterioso si possa immaginare. All’apertura i trifulau se ne stanno calmi, nascondendo il frutto della loro ricerca nelle capaci tasche delle tradizionali giacche di fustagno.

Parlano e discutono di cani e di piogge, di stagioni e di raccolti e aspettano che il mercato si muova, che i compratori si facciano impazienti. Poi, lentamente, con circospezione, incominciano a tirar fuori piccoli pacchetti di tartufi avvolti in fazzoletti a quadrettoni: inizialmente i più piccoli, riservando i pezzi più pregiati ai pazienti intenditori. Ed “il gesto è da venditore di gioielli più che da tartufaro”. E mentre il profumo di tartufo si fa inebriante, il trifolau, astutamente, conclude i suoi affari migliori.