Baladin Open Garden: per un fine settimana di birra, grigliate, giochi e cultura

Il 21 Giugno Nicolas ed io siamo stati all’inaugurazione di Baladin Open Garden: un nuovo progetto voluto da Teo Musso, parzialmente finanziato da una campagna di crowdfunding.

Ci capita raramente di scrivere di queste iniziative, ma in questo caso abbiamo deciso di fare un’eccezione, principalmente per 3 motivi.

  1. Non solo fuffa: l’idea è originale, i contenuti interessanti
  2. L’inaugurazione è stata straordinaria
  3. Siamo stati abilmente corrotti

Ecco di seguito il nostro resoconto.

#1 – I Contenuti

Hai presente gli stabilimenti della birra Baladin? I “cuboni” sulla fondovalle che da Monchiero porta a Ceva?

In prossimità dei due cubi c’è un’antica cascina di origine secentesca: tre piani di mattoni, volte e coppi.

Ecco, proprio in questo posto, dopo una ristrutturazione eseguita in tempi da record, è stato inaugurato il Baladin Open Garden

Cos’è Baladin Open Garden

L’Open Garden è aperto ogni weekend.

E’ un pub, dove si spillano le birre Baladin, e dove vengono servite, credo, le “solite” cibarie da Baladin (per chi non lo sapesse: hamburger, hot dog, uno stinco che è una chicca, et similia).

Ma, c’è un ma, L’Open Garden non è solo un pub.

Il Mercato

Ogni fine settimana, sotto l’ampio porticato della cascina si tiene un piccolo mercato contadino (o RacContadino, come lo chiamano loro).

Qui è possibile acquistare i prodotti alimentari e prepararsi il proprio picnic, da consumare nel giardino attrezzato con panche, tavoli e ombrelloni.

Le Grigliate

Vicino al mercato è presente anche una macelleria, in cui a rotazione vengono a lavorare i macellai della zona, e dove è possibile acquistare la carne per fare la grigliata.

Proprio per questo scopo, al centro del giardino è presente un enorme braciere, in cui i ragazzi del Baladin producono la brace per alimentare le numerose griglie sparse nel Garden.

Il Forno

Se ti manca il pane, lo puoi acquistare nel panificio artigianale posto sul lato destro della cascina: un grande forno a legna d’epoca, nei tempi passati usato per cuocere sfilatini e ciabatte per le borgate circostanti.

Qui è presente anche una piccola macina in pietra dove i cereali prodotti dal Baladin sono trasformati nella farina usata per produrre il pane.

Infine, se ho ben capito, è addirittura possibile portarsi le vettovaglie da casa e godere della location completamente aggratis.

Per i bambini

Una parte centrale del discorso “comunitario” dell’Open Garden sono i bambini. Per loro è presente un Ludobus, dove i pargoli possono cimentarsi con giochi di legno dall’aria antiquata e divertente.

Mentre intorno al Grandalbero si possono ascoltare le favole raccontate dalla Fata Zucchina.

Inoltre, non solo per i bambini ma anche per gli adulti più curiosi, sono presenti diversi percorsi educativi, come il “Laboratorio del Cioccolato”, dove è possibile imparare a il processo di produzione del cioccolato partendo dalla fava del cacao.

Altri Spazi

L’Open Garden dispone anche di una grande sala incontri, dove organizzare conferenze e meet-up.

E infine è presente una torrefazione, che oltre a fare servizio di caffetteria, ti mostra anche il processo di lavorazione del chicco di caffè.

Perché Baladin Open Garden

Per dirla con Carlin Petrini, l’Open Garden è:

uno spazio all’insegna dell’agricoltura e della rivitalizzazione di un territorio che, lontano dai grandi agglomerati urbani, ritorna ad essere punto di ritrovo per la comunità, sempre aperto e fruibile da chiunque.

Un luogo dunque dove la comunità può incontrarsi, un’alternativa alla “passeggiata” al centro commerciale nel weekend, dove riscoprire il contatto con la natura e con la vita all’aria aperta.

Infine, l’obiettivo del Garden, come ce lo ha raccontato Fabio Mozzone, è quello di diventare una nuova tappa nel panorama turistico delle Langhe, che non sono fatte di solo vino, cantine, e ristoranti di classe… ma anche di agricoltura e di birra artigianale.

#2 – Un’inaugurazione coi baffi

Innanzitutto non si è trattata della solita inaugurazione noiosa, dove si ringrazia e ci si ingrazia le diverse istituzioni, gli sponsor, il politico di turno (sto parlando con te, Fiera del Tartufo!).

Dopo alcuni minuti di attesa spesi sorseggiando (naturalmente) birra, arriva Teo Musso che, insieme a Fabio Mozzone, ci accompagna in un rapido giro del Garden.

Ci spostiamo poi all’interno della cascina, dove il nostro anfitrione spende due veloci parole per raccontarci la filosofia del progetto, e poi via… l’Open Garden apre ufficialmente i battenti e ci si può dedicare a ciò per cui questo posto è stato concepito: mangiare, bere e godersi il sole.

Ed è in questo momento che inizia la fase “corruttiva” della giornata.

Fedeli alla logica che per credere bisogna toccar con mano, gli organizzatori hanno deciso che per farci cogliere il valore della proposta gastronomica del Garden avremmo dovuto provarla con i nostri denti.

Ci è stato quindi concesso libero (sottolineo completamente libero) accesso alle griglie e agli spillatori, per tutta la serata.

Non ci siamo risparmiati niente: salsiccia (di carne e di trota), costine, ali di pollo e naturalmente qualche birra Baladin per mandare giù il boccone.

#3 – La “tangente” finale

Stessa storia anche per la “cartella stampa” (il materiale che di solito viene consegnato ad un giornalista dopo un incontro di questo tipo).

Bando alla carta stampata, solitamente pagine e pagine di materiale tronfio e barboso, sostituita da una selezione di prodotti alimentari piuttosto sfiziosa, proveniente direttamente dal mercato contadino.

Anche in questo caso, piuttosto che sbrodolarsi in lodi sperticate ai produttori, hanno deciso di farci toccare con mano la qualità dei prodotti.

Dentro “la cartella” abbiamo trovato:

  • bottiglia di birra Nazionale Le Baladin
  • bottiglia di succo di Frutta di Casa Matilda
  • 2 Uova di Claudio Olivero
  • 1 vasetto di Zabajone – sempre di Olivero Claudio
  • 1 scatola di lamponi del Verdurivendolo
  • 1 vasetto di miele Amel
  • 1 sacchetto di biscotti di Nocciole Dolci Langhe
  • 1 paccchetto di nocciole tostate di Cà del Duca
  • 1 sacchettino di sale aromatizzato alle erbe dell’Orto delle Erbe
  • 1 mazzo di sottobicchieri

In conclusione

Se vuoi provare a passare un pomeriggio alternativo, senza far le vasche al BigStore o in via maestra ad Alba, se ti piace mangiare, bere e stare in compagnia…

…e se naturalmente sei in vena di un ambiente molto agricolo e informale, una scappata all’Open Garden per vedere com’è me la farei.

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