Rock’n’Wine: il rapporto tra le Rockstar e il mondo del vino

Eddie Vedder col Roero di Matteo Correggia

Vi siete mai chiesti cosa se ne fanno le rock band famose di tutti i soldi che guadagnano?

A parte le spese folli per acquistare ville da una mille una notte e soddisfare i capricci più assurdi, la tendenza degli ultimi anni è di investire in business legati alla produzione di bevande alcoliche.

Ad esempio i Motörhead producono whisky di malto venduto al prezzo della Bestia, 666 corone svedesi.

Gli Iron Maiden, invece, propongono la Trooper Beer, una golden ale dal colore profondo e un amaro agrumato mix di tre luppoli.

E il vino? Dopo il concerto dei Pearl Jam di Chicago del 2013 tutto il mondo sa che Eddie Vedder è un amante del Roero di Matteo Correggia, ma a quanto pare non è l’unico…

Il Palagio Tasting Tour di Sting

Crediti foto: FoodBev_MDNA

Nel 2002 Sting acquistò la tenuta Il Palagio in Toscana, un’azienda di 200 ettari di vigne, uliveti, pascoli e boschi.

Quest’anno l’artista ha deciso di cimentarsi in una tournée innovativa per far conoscere i prodotti della sua azienda italiana.

Insieme alla moglie e al manager della tenuta, vini, miele e oli firmati Sting viaggeranno a bordo di un camper al seguito della band.

In ogni tappa il cantante, prima di esibirsi dal vivo, proporrà la degustazione dei propri prodotti a fan e appassionati.

Se pensate che si possa trattare di vino capace di vendersi solo per la fama del suo patron, vi sorprenderà sapere che il Sister Moon 2014 fu inserito nella lista dei 100 migliori vini d’Italia dalla famosa rivista Wine Spectator.

Le Rockstar in cantina

Da sinistra: il vino degli Slayer, AC/DC e Madonna

Tutti sanno che Al Bano possiede un’azienda in Puglia. Gli artisti internazionali, invece, come si comportano?

4 etichette per gli AC/DC

Gli AC/DC posseggono una linea di vini prodotta in Australia, la loro terra natale.

Le quattro etichette sono: il cabernet sauvignon “Highway to Hell”, il sauvignon blanc “Hells Bells”, lo shiraz “Back in Black” e un moscato per festeggiare tutta la notte chiamato “You Shook Me All Night”.

Il vino firmato Slayer

Gli Slayer, invece, propongono un rosso da tavola chiamato “Reign in Blood“, dal titolo del loro terzo album.

Le vigne Ciccone

La star americana di origini italiane Madonna, finanzia l’azienda vinicola del padre, Silvio Ciccone, che le ha dedicato un’intera linea intitolata Madonna Wines Limited Editions.

L’azienda produce Pinot Grigio, Pinot noir, Gewurztraminer, Cabernet Franc e Chardonnay con uve prodotte localmente in Michigan.

Le band che hanno investito in Italia

Scelgono di investire in Italia, e più precisamente in Sicilia, due gruppi anglosassoni: i Simple Minds e i Simply Red.

I primi, sono proprietari di diverse attività del settore agricolo e alberghiero dell’isola. Il leader della band, Jim Kerr passa diversi mesi l’anno a Taormina per seguire le aziende e godersi, il clima, il cibo e la vita lenta e tranquilla del sud.

Mick Hucknall, frontman dei Simply Red, possiede un’azienda vinicola ai piedi dell’Etna chiamata “Il Cantante”. I suoi vini vantano un’ottima qualità e riscuotono successi nella critica di settore, senza sfruttare la fama dell’artista.

Wine-Guitar Made in Italy

Crediti foto: Paoletti Guitars

Difficilmente avrete già sentito parlare di Fabrizio Paoletti, un’artigiano dell’eccellenza Made in Italy ben noto nell’ambiente musicale. Il liutaio toscano, infatti, nel 2006 ebbe l’idea geniale di utilizzare vecchie botti di Chianti dismesse come legno per le sue chitarre.

La strada intrapresa non fu semplice. In un primo momento dovette contattare lui di persona gli artisti famosi per proporgli le sue creature.

La svolta avvenne nel 2009, grazie all’incontro con Maurizio Solieri, storico chitarrista di Vasco. Da allora la tendenza si è invertita e adesso sono i grandi musicisti a commissionargli le chitarre!

Per farvi qualche esempio, potete vedere le wine-guitar sul palco insieme a Ligabue, Slash (Guns ‘n Roses), Bruce SpringsteenJohn Norum (Europe), Phil X (Bon Jovi), Brian May (Queen), Keith Richards (Rolling Stones),…

A questo punto ci rimane solo un dubbio che magari Fabrizio un giorno deciderà di sciogliere: chissà se anche le botti di Barolo suonano così bene!

Il progetto Vino di Collisioni

L’intento dell’agri-rock festival più famoso d’Italia è di portare le Rockstar in un ambiente insolito: un piccolo paesino di campagna, sprovvisto di mega stadi o palazzetti, nel quale il concerto si svolge in piazza.

Nonostante i big di Collisioni rappresentino per molti la principale ragione dell’evento, gli organizzatori si propongono di far conoscere ai fan il patrimonio enogastronomico locale.

Attraverso degustazioni, visite in cantina, tour, walk-around tasting, pranzi e cene con i produttori si cerca di far vivere il territorio langarolo in maniera diversa.

Insomma, un’ottima iniziativa per legare ancora di più il mondo della musica con quello del vino e della tradizione culinaria locale.

> Scopri tutti gli eventi legati a Collisioni 2017

E chissà che un giorno, qualche Rockband ospite non decida di investire proprio sul nostro territorio!

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