Barolo e le sue colline

Barolo DOCG: il territorio e i crus

Barolo e le sue colline

Le colline del Barolo sono nate per sollevamento del mare periodo miocenico terziario e sono ricche di calcare. Ma la composizione del terreno è varia: da tempo sono note due zone dette Tortoniano ed Elveziano e la differente composizione del terreno da origine a vini con caratteri ben definiti:

  • all’Elveziano, ricco di marne grigie brune molto compatte, appartengono i comuni di Serralunga d’Alba, Monforte e Castiglione Falletto. Da queste zone si ottiene un Barolo strutturato, alcolico, atto ad una lunga conservazione;
  • al Tortoniano, ricco di marne azzurre, meno compatte, appartengono i comuni di La Morra e Barolo. Il Barolo ottenuto è meno strutturato, di eccezionale finezza olfattiva e adatto a un invecchiamento più limitato.

La zona di produzione comprende 11 comuni nel territorio delle Langhe: Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Diano, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte, Novello, Roddi, Serralunga, Verduno.

Ogni comune della zona del Barolo ha i suoi crus, ben noti da tempo a mediatori e commercianti. Le uve di questi vigneti erano sempre contese, spesso promesse l’anno precedente, quasi sempre giocate sul rialzo del prezzo, tra l’ambizione neanche tanto velata di possedere qualcosa di speciale.

I crus del Barolo

I nomi dei crus del Barolo sono sempre ben in evidenza sulle etichette e nei listini anche per i prezzi decisamente elevati delle bottiglie.

A Serralunga: Marenga, Rivette, Vigna Rionda, Lazzarito, Gabutti, Prapò, Parafada, Ornato. Danno Barolo ricchi di gradazione alcolica, di sostanze estrattive, di colore, pieni, rotondi e robusti, atti ad una lunga conservazione, prima in botte e quindi in bottiglia.

A Monforte troviamo Bussia, il cru famoso tra i barolisti di Alba, dona elevata struttura e un colore molto intenso. Citiamo ancora Ginestre, Vigna del Colonnello e Santo Stefano di Perno.

A Barolo Cannubi è il cru storico, una famosa bottiglia riporta sull’etichetta sbiadita una data: Cannubi 1751. In vero è “il cuore del Barolo” dove “tutti acquistano le uve”, oggi purtroppo un po’ allargato; ma resta un cru importantissimo perché la composizione del terreno è poliedrica, a Cannubi si confondono e si mescolano terreni diversi del periodo tortoniano ed elveziano. Profumi e struttura sono ai massimi livelli. A Barolo troviamo anche Sarmassa, Costa rose e in parte, Brunate.

A La Morra sono famosi Cerequio, Brunate, Rocche e Monfalletto; ecco i Barolo dal profumo invidiabile per finezza ed eleganza inimitabili.

A Castiglione Falletto troviamo Rocche e Villero, danno dei Barolo completi nel gusto e nel profumo.

Infine un cru che “non e’ secondo a nessuno”: così ammoniscono con orgoglio e sicurezza i viticoltori di Monvigliero nel comune di Verduno. Famoso da tempo per i suoi eccellenti profumi correlati ad un terreno particolare ricco di silicio e gesso.

 

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