Pinot Gallizio

Pinot e ShoshanaUomo dalla personalità complessa e contraddittoria, Pinot Gallizio (1902-1964) rappresenta – complice la dura e pura origine albese – l’artista capace di passioni rapide e violente.

Partito da studi di farmacia ed erboristeria, si interessa di antropologia, di etnografia, di archeologia. Il 29 settembre 1955 il danese Asger Jom, Pinot Gallizio fondano ad Alba il Laboratorio Sperimentale del Movimento Internazionale per una Bauhaus Immaginista, “officina” e luogo d’incontro, abitazione comune e centro propulsore di provocazioni culturali e politiche.

La pittura industriale (rotoli dipinti in estrema libertà, con colore “sparato” sulla tela , “frustato”, esposto all’azione di pioggia, sole e vento), la “Caverna dell’Antimateria” (ambiente pittorico visivo, olfattivo e musicale), la “pittura in collisione” (copertura totale di quadri altrui), i cicli “La Gibigianna”, la “Storia di Ipotenusa”, “Le notti di cristallo”, i quadri-scultura rigorosamente neri, diventano le tappe di un percorso logico ma ogni volta spiazzante che ha trasformato Gallizio in un artista di portata mondiale.

3 commenti
  1. Dario Lodi
    Dario Lodi dice:

    Troppa importanza a Pinot Gallizio, che forse non la cercava affatto. la sua dissacrazione artistica mi sembra periferica e datata (penso a Duchamp, a Malevic, al dada). C’è in lui della serietà, è cioè in buona fede. Ma si può criticare l’arte solo con un’altra arte. Penso scorretto demolirla visceralmente, ragionando, seppur involontariamente, di pancia.

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  2. Dario Lodi
    Dario Lodi dice:

    Troppa importanza a Pinot Gallizio, che forse non la cercava affatto. la sua dissacrazione artistica mi sembra periferica e datata (penso a Duchamp, a Malevic, al dada). C’è in lui della serietà, è cioè in buona fede. Ma si può criticare l’arte solo con un’altra arte. Penso scorretto demolirla visceralmente, ragionando, seppur involontariamente, di pancia.

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