Recuperare il Territorio: un’intervista con l’associazione Il Torion

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Avete presente Il Torion?  E’ quella struttura esagonale che si trova in frazione Borbore di Vezza d’Alba, ben visibile anche dalla strada, percorrendo la ex statale 29.

La struttura è molto affascinante, così come le luci che accompagnano il percorso per raggiungere la cima del bricco,  dove si trova la Big White Bench, è grazie al lavoro dei ragazzi che fanno parte dell’associazione che porta il suo nome.

Personalmente ho seguito lo “stato avanzamento lavori” grazie all’attività dell’associazione sui social network.

E’ stato molto interessante, e in un certo senso anche emozionante, vedere il mutamento costante e la realizzazione di un progetto speciale, totalmente slegato dai fini di lucro.

Un bellissimo esempio di amore per il proprio territorio. Di seguito potete leggere l’intervista con i membri dell’associazione ‘L Torion.

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Il Torion in notturna. Foto di Fabrizio Viano

Come e quando nasce l’associazione? Quante persone ne fanno parte?

L’associazione nasce nel 2009 per iniziativa di un gruppo di commercianti e imprenditori di Vezza d’Alba, con lo scopo di promuovere il territorio. Come simbolo dell’associazione è stata fin da subito utilizzata l’immagine del Torion, che all’epoca era del tutto invisibile e in uno stato di abbandono, completamente “assorbito” all’interno di una pineta infestata dalle processionarie.

Una prima fase di pulizia era stata fatta nel 2010, per incominciare a renderlo perlomeno visibile dalla ex strada statale 29, che attraversa l’abitato della frazione Borbore. I lavori sono proseguiti gradualmente ogni anno fino ad arrivare ad una completa pulizia dell’area nell’estate del 2014, quando è stata posata la Big White Bench.

Nel 2015, infine, abbiamo provveduto a portare in cima alla collina acqua potabile e corrente elettrica, provvedendo a posare i 33 lampioni che ad oggi illuminano il sentiero nelle ore notturne.

Oggi, l’associazione “ ‘l Torion” conta circa una ventina di aderenti.

Come ha reagito la comunità vezzese al vostro progetto? Avete avuto supporto, interesse da parte dei vostri compaesani?

Come sempre accade quando si porta avanti un’iniziativa innovativa, in paese abbiamo riscontrato pareri favorevoli ed altri meno.

Le “proteste” principali erano rivolte al fatto di eliminare la pineta che circondava la torre, che però – cosa che non tutti avevano colto all’epoca – era ormai irrimediabilmente infestata dalla processionaria.

Alcuni timori, del tutto infondati, erano dovuti al fatto che c’era chi temeva che per la realizzazione del sito si andasse ad attingere a fondi pubblici.

Nulla di più sbagliato, tutto quanto realizzato dall’associazione è frutto di autofinanziamento e dell’aiuto di sponsor privati.

Ad oggi, considerato il grande e costante afflusso di visitatori che perdura per tutto l’anno – cosa che a Vezza non si era mai riscontrata prima – molti di coloro che erano contrari si sono ricreduti.

Com’è avvenuto l’incontro con Chris Bangle e il suo progetto delle panchine giganti?

Il primo contatto con Chris Bangle risale al 2014, per motivi lavorativi di un’azienda aderente all’associazione.

I titolari dell’azienda, venuti a conoscenza da Chris del progetto “Big Bench”, hanno proposto all’associazione l’idea di installare una panchina gigante anche a Vezza… E l’area del Torion si prestava al progetto meglio di qualunque altra.

Una volta richieste ed ottenute dagli enti preposti le necessarie autorizzazioni, si è provveduto, su progetto fornito da Chris Bangle, alla realizzazione materiale della Big White Bench. Il lavoro è stato interamente finanziato ed eseguito dai membri dell’associazione.

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La White Big Bench. Foto di Fabrizio Viano

Qualche tempo fa avete promosso l’iniziativa “Adotta Un Lampione”. Di che cosa si tratta? Potreste illustrarcela?

Nel 2015, come detto, abbiamo provveduto a portare acqua potabile e luce alla sommità del Bricco Castellero (la collina che ospita il Torion e la Big Bench) e a posare i 33 lampioni che oggi illuminano il sentiero: l’iniziativa “Adotta un lampione” è stata ciò che ci ha permesso di reperire i fondi necessari e consisteva nella richiesta di contributi ad aziende e privati interessati, di Vezza e comuni limitrofi.

Chi ha “adottato un lampione” ha versato una somma all’associazione e, oggi, ha il suo nome apposto su uno dei lampioni.

Teniamo a sottolineare che sia i lampioni che i fari che illuminano il Torion sono a tecnologia led, cosa che garantisce consumi irrisori di elettricità rispetto alle lampade tradizionali.

Per la realizzazione del progetto, che necessitava innanzitutto di uno scavo di lunghezza superiore ai 1.000 metri per gli allacci elettrici ed idrici, abbiamo potuto contare sull’aiuto gratuito di aziende attrezzate della zona, che ci hanno messo a disposizione tempo e mezzi.

Qual è stata la parte più difficile e quella più gratificante nella realizzazione dei lavori che avete fatto sino ad oggi?

La parte più impegnativa dei lavori è stata senza dubbio quella relativa alla realizzazione del lungo scavo con relativa posa dei cavidotti e delle tubazioni.

L’aspetto più gratificante è sicuramente quello di vedere l’enorme afflusso di visitatori che ogni fine settimana e non solo sale al Torion, a testimonianza del fatto che l’impegno profuso per la realizzazione del sito nel suo complesso è decisamente apprezzato.

Lo scorso anno c’è stata una festa estiva con musica dal vivo. Ci saranno altri eventi in programma durante che volete segnalare?

La festa “ufficiale” dell’associazione, la “Fiera di fine estate”, si terrà il primo fine settimana di Settembre: venerdì 2 si ripeterà il “Plaid Party”, con musica dal vivo al Torion; sabato 3, a Borbore presso l’area della Bocciofila Vezzese cena con grigliata mista e musica dal vivo con band anni ’70/’80; domenica 4, a Borbore, inaugurazione della fiera con mercatino lungo via Castellero, intrattenimenti vari lungo tutta la giornata e conclusione con cena a base di paella e musica dal vivo con l’orchestra “Macho” e fuochi d’artificio sullo sfondo della collina del Torion.

Il 28 Agosto si terrà lo spettacolo “Tua Madre é Leggenda” con la compagnia teatrale “L’Angelo Azzurro” in collaborazione con Lee Fry Music, casa di produzione musicale del territorio.

Abbiamo in progetto altre serate degustazioni, oltre ad almeno un’altra serata di musica dal vivo.

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Alcuni membri dell’associazione ‘L Torion con il sindaco Carla Bonino

Quali sono i vostri progetti futuri?

L’obbiettivo principale per il futuro è quello di ristrutturare il Torion, mantenendone le attuali caratteristiche estetiche. Non sarà facile, considerata l’entità della spesa che andrà sostenuta, ma ci proveremo contando ancora sul sostegno riscontrato finora da parte di privati ed aziende amiche.

Intanto, ci stiamo impegnando per realizzare al meglio le serate di questa che è la prima Estate del Torion, sia per quanto riguarda il luogo stesso che per noi dell’associazione: ci piacerebbe che, con il tempo, le manifestazioni organizzate lassù possano diventare uno degli appuntamenti fissi dell’Estate del Roero e della Langa.

Sarebbe un traguardo eccezionale per un luogo che il tempo e l’incuria avevano ormai destinato all’oblio.

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