Vendemmia 2015: per le Langhe un’annata a 5 stelle

La vendemmia a Cà Neuva

La vendemmia a Cà Neuva, Dogliani

La vendemmia 2015 è giunta ormai alla conclusione e nelle cantine si iniziano a tirare le somme. Non c’è che dire, tutti sono d’accordo con l’affermare che è stata una vendemmia eccezionale, fuori dagli schemi.

Il clima di tutto l’anno ha favorito la crescita e maturazione delle uve. Si parte già a considerare l’inverno, nevoso al punto giusto, seguito da una primavera che ha portato la giusta quantità di piogge necessaria alla crescita delle viti.

Un clima perfetto per le vigne

Vendemmia 2015 Borgogno

La vendemmia nella Cantina Borgogno, Barolo.

In questi primi giorni di autunno ricordiamo, magari alcuni con un po’ di nostalgia, la lunga estate caldissima, che ha permesso alle uve di maturare bene e addirittura in anticipo.

Così in anticipo che “da oltre un decennio non si vendemmiava così presto nelle Langhe”, ci dice Silvia di cantina Francesco Borgogno.

Anche le piogge hanno giocato un ruolo fondamentale, arrivando al momento giusto, mai eccessive o troppo abbondanti, utili a rinfrescare le uve e mai dannose.

Chi è stato nelle Langhe in questi mesi, forse avrà notato vigne più rigogliose e verdi del solito. Infatti, non a caso, i produttori hanno scelto di lasciare più verde sulle piante per riparare i grappoli da caldo sole estivo.

Uve di qualità eccezionale

vendemmia borgogno

La vendemmia nella Cantina Borgogno, Barolo.

Tutte le uve, nessuna eccezione, a prima vista sono sembrate eccezionali. Acini grandi, grappoli compatti, con una buona colorazione, sani e soprattutto buoni.

I Dolcetti

L’uva che ha sorpreso più di tutte i produttori è stata il Dolcetto: da anni non si vedevano grappoli così, Claudio di Cascina Gramolere li ha definiti “di altri tempi”.

Normalmente questo vitigno produce grappoli di piccole dimensioni, non molto compatti. Quest’anno però il Dolcetto ha saputo tirare fuori il meglio di sé, producendo frutti ricchi e corposi che, come ci dice Silvia Abbona di Cà Neuva, sono “una gioia per gli occhi”.

I Nebbioli

Dalle prime analisi chimiche si preannuncia un’annata molto alcolica per l’alta concentrazione di zuccheri, soprattutto per il Barolo.

Unica nota per certi versi negativa è una produzione ridotta di uve. Le viti hanno prodotto meno grappoli rispetto alle vendemmie passate, così come tutte le piante da frutto in genere.

Di certo ne giova la qualità delle uve e, di conseguenza, dei vini, soprattutto per i grandi rossi da invecchiamento: Barolo e Barbaresco.

Fabrizio di Sylla Sebaste è certo del successo della vendemmia di quest’anno, “preparatevi quindi: l’annata 2015 sarà da ricordare come una delle migliori annate degli ultimi trent’anni!”

Nel frattempo…

vendemmia

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