In memoria di Gigi Rosso, maestro di enologia e umanità

Gigi Rosso ci ha lasciati mercoledì mattina 12 dicembre 2018 all’età di 86 anni.

Una perdita rilevante per il mondo della vite e del vino.

Sia per i numerosi ruoli ricoperti nella sua ultrasessantennale attività di enologo, sia per le grandi doti di umanità da sempre dimostrate in ambiti pubblici e privati.

Ripercorriamo un attimo la sua vita con l’aiuto dei suoi figli Claudio e Maurizio.

Nasce ad Alba nel 1931 da famiglia umile di origine contadina. La mamma Angela operaia alla filanda, il papà Maggiorino verniciatore di mobili, poi costretto ad andare a lavorare in Africa per ritornare ammalato di malaria.

Durante la guerra Gigi è solo un ragazzino, ma non si tira indietro quando gli chiedono di diventare staffetta partigiana portando dei messaggi nei calzini per passare i posti di blocco. Dopo la guerra Gigi si iscrive alla scuola enologica e si impegna al massimo, si diploma a pieni voti con medaglia d’onore. Poi subito al primo lavoro, nella prestigiosa ditta Cinzano, poi Fontanafredda, Barbero e direttore tecnico della ditta Bersano di Nizza Monferrato.

Nel dottor Arturo Bersano, amatissimo, egli trova un maestro e la fonte di ispirazione per costituire la propria azienda, nata del 1970 come azienda agricola Gigi Rosso. Nel 1979 amplia l’attività costituendo l’azienda vinicola Cantina Gigi Rosso. Ha prestato servizio volontario in varie istituzioni, dalla Scuola Enologica, al Consorzio di Tutela del Barolo, all’ente Fiera della città di Alba.

Ha dedicato tutta la vita al lavoro e alla famiglia, smettendo di lavorare solo quando la malattia lo ha fermato.

Gigi Rosso – foto di Civiltà del Bere

Ora due ricordi personali correlati a una lunga amicizia e stima.

A Fontanafredda, in quel Natale 1959, c’è tensione tra maestranze e direzione, riguardo al corrispettivo per la gratifica natalizia.

Allora l’azienda era inquadrata in toto nel settore “Agricoltura“.

Gigi Rosso interviene in difesa dei cantinieri alle sue dipendenze, ottenendo la giusta retribuzione.

In Alba, nel 1979, quando stava per iniziare l’attività di imprenditore vinicolo, gli chiesi:

Sei enologo, stai per acquistare una cantina a Castiglione Falletto. Eppure dai, quasi sempre, priorità alla vigna. Perché?

Sono gli insegnamenti di Arturo Bersano,

mi rispose subito,

Era un imprenditore con grande cultura umanista. Da lui ho ricevuto molto negli anni in cui sono stato suo dipendente.
Mi ha sempre detto: “Vuoi bere bene, acquista una vigna”.
Una frase che non dimenticherò mai.

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